Skype: “Il blackout colpa di Windows”Il blackout di Skype è stato causato da un “riavvio di massa dei computer degli utenti nel mondo”, che avevano ricevuto in automatico l’aggiornamento della Microsoft. Alla fine è arrivata anche l’attesa spiegazione ufficiale da parte del colosso della telefonia gratuita via internet, sui due giorni più lunghi dei suoi cinque anni di storia. Ma i dubbi sulla versione ufficiale restano. 

Il comunicato di Skype. Il 16 e 17 agosto del 2007 sono destinati ad entrare nella storia: più di 220 milioni di utenti nel mondo hanno perso la voce per colpa di un semplice aggiornamento automatico di Windows, che ha provocato un riavvio simultaneo di milioni di computer, sostiene uno dei responsabili prodotto di Skype e guru del p2p, Villu Arak, sul blog della società. Dunque, ufficialmente, nessun attacco hacker. “L’interruzione - spiega Arak - è avvenuta in seguito ad un riavvio generalizzato dei computer dei nostri utenti in tutto il mondo in un breve periodo di tempo per un aggiornamento di “Windows Update”. Questo “ha causato un diluvio di richieste di connessione” che “ha generato una reazione a catena”. 

“Nessuna attività illecita”. Normalmente, spiegano i responsabili di Skype, il programma di voip (ovvero voice over IP: voce tramite protocollo internet), ha un sistema di autoriparazione, ma questo evento imprevisto ha impedito ugualmente al sistema di funzionare. Ora, assicura la nota, “il problema è stato identificato” e “possiamo confermare categoricamente che non ci sono state attività illecite e che la sicurezza dei nostri utenti non è mai stata a rischio in nessun momento”. 

Dubbi. Ma è proprio questo passaggio del comunicato che lascia perplesso l’ingegner Mario Tozzoli, responsabile Reti del Cnr. “Perché tanta enfasi su questo aspetto se si è trattato solo di un problema tecnico?”, sottolinea. E in mancanza di altre informazioni si possono solo avanzare alcune (caute) ipotesi, leggendo tra le righe di un comunicato che, come annunciato 48 ore fa, puntuale è arrivato oggi. 

Gli aggiornamenti. Microsoft sottolinea che invia i propri aggiornamenti sempre verso la metà di ogni mese, evitando la concomitanza con i fine settimana. “Allora perché Skype non ha avuto problemi simili altre volte?”, si chiede l’esperto del Cnr. Cosa può esserci di nuovo? “Le novità degli ultimi anni - dice l’ingegnere - sono sostanzialmente due: il nuovo sistema operativo di Microsoft, Vista, e la crescita esponenziale del numero degli abbonati al servizio Skype”. Ma dall’azienda di Redmond spiegano che l’aggiornamento del 14 agosto riguardava solo in minima parte Vista. Allora non rimangono che i numeri elefantiaci raggiunti da Skype: 220 milioni di utenti nel 2005, tra i 5 e i 6 milioni contemporaneamente online. Il record nel gennaio 2007 con 9 milioni di utenti in rete. 

Il blackout. “Certo la dimensione raggiunta da Skype può avere una sua influenza”, dice Tozzoli. “Potrebbe essersi innescata un effetto domino, una concatenazione di eventi simili a quelli che hanno portato blackout che ha lasciato l’Italia al buio per quasi 12 ore il 28 settembre 2003 “. 

Dubbi che il comunicato di Skype non spazza via completamente: “Questa interruzione non ha precedenti in termini di impatto - scrive Villu Arak - ci piace sottolineare che pochissime tecnologie o reti di comunicazione oggi garantiscono di operare senza interruzioni”. E rimane la domanda di fondo: il problema è stato risolto o può ripresentarsi? “Quanto più le cose diventano complesse e i numeri diventano molto grandi - conclude l’ingegnere -, tanto più aumentano le variabili in gioco. E’ la teoria della complessità”.

Fonte: www.repubblica.it