Dopo 9 anni da che Stati Uniti e Russia iniziarono a costruire la ISS (Stazione Spaziale Internazionale) e dopo 15 anni da che il primo astronauta italiano, Franco Malerba (seguito nel ‘96 e nel 2001 da Guidoni), viaggò a bordo di uno Space Shuttle un altro connazionale vola dello spazio: è il milanese Paolo Nespoli. Insieme ad altri 6 astronauti sarà impegnato in una delle più complesse missioni alla ISS. Lo Shuttle Discovery è stato lanciato oggi pomeriggio dal complesso 39A del Kennedy Space Center, in Florida.Poco prima di entrare nella navetta, Nespoli ha appoggiato le labbra sulla mano in un bacio e poi ha appoggiato la mano sulla bandiera italiana che ha sulla spalla. Come gli altri astronauti, Nespoli aveva con sè un foglietto. Sul suo ha scritto: “Guardate avanti e puntate sempre più in alto, le stelle non sono così lontane”. E sul retro, “un saluto a tutta l’Italia”. Poi si è voltato ed è entrato nella navetta. Con la Melroy e Nespoli, fanno parte dell’equipaggio il pilota George Zamka, Scott Parazynski (che ha già volato con un italiano, Umberto Guidoni, e che nella missione affronterà quattro delle cinque passeggiate spaziali previste), Stephanie Wilson, Doug Wheelock e Daniel Tani.
Le nubi temporalesche che stavano abbattendosi su Cape Canaveral non sono riuscite a fermare lo shuttle. A sette secondi dal lancio lo shuttle si è alzato sulla torre, quindi all’altitudine di 10,2 chilometri i motori principali sono stati prima decelerati al 75% per mantenere le pressioni sulla superficie dei veicolo a un livello accettabile e poi nuovamente accelerati alla massima potenza. A due minuti dal lancio il propellente è stato consumato e i booster sono stati espulsi. A cinque minuti dal lancio i rivestimenti spenti dei booster sono discesi all’altezza di circa cinque chilometri e poi si sono aperti i paracadute che li hanno rallentati prima della loro caduta nell’Oceano Atlantico. A otto minuti dal lancio il motore principale dello shuttle è stato fermato e adesso la navetta stava viaggiando alla velocità di circa 27.000 chilometri l’ora.
I due propulsori dell’Orbital Manoeuvering Systema sono stati accesi, la traiettoria è stata cambiata ed è stata raggiunta l’orbita all’altezza di 225 chilometri, dopo che il serbatoio esterno è stato espulso mentre lo shuttle volava a pancia in su rispetto alla Terra.
La missione ha come obiettivo principale il trasporto del Nodo 2, chiamato Harmony, un cilindro di 7 metri di lunghezza e di 4,6 di diametro, pesante una quindicina di tonnellate. Una volta agganciato alla ISS servirà come struttura portante per allacciarvi due moduli per ricerche scientifiche costruiti dall’Agenzia Spaziale Europea e da quella giapponese e che verranno portati lassù nei prossimi mesi.
La missione prevede anche 5 passeggiate spaziali per trasferire un gruppo di pannelli solari, che oggi sono posizionati sulla parte superiore della Stazione Spaziale, verso una delle estremità. Un’operazione molto difficile e anche pericolosa che vedrà impegnati contemporaneamente i due bracci robotizzati presenti uno a bordo del Discovery e l’altro agganciato ad un binario della ISS. I due bracci si palleggeranno i pannelli solari perché nessuno dei due da solo è in grado di compiere l’operazione completa.
Nespoli è nato in Brianza nel 1957, pilota aerei da turismo, è appassionato di immersioni subacquee e di elettronica. Dice di sé: “Sono diventato astronauta seguendo una passione che avevo fin da ragazzo, quando vedevo gli astronauti zampettare sulla Luna. Così ho seguito una serie di studi, di qualifiche e di brevetti che mi hanno permesso di raggiungere tale obiettivo”. E’ diventato ingegnere e paracadutista e ha lavorato nell’Esercito Italiano che lascia nel 1987 per continuare gli studi. E’ diventato astronauta nel 1991 e per un lungo periodo ha contribuito alla formazione degli astronauti finché, nel giugno del 2006, è stato assegnato all’equipaggio della missione STS-120, quella in partenza. Per la sua esperienza Nespoli avrà un compito fondamentale durante le passeggiate spaziali degli altri astronauti. L’italiano infatti, sarà colui che dall’interno della ISS rimarrà in diretto contatto con gli astronauti all’esterno, con la funzione di coordinarne le attività. Egli inoltre, seguirà le fasi di test delle tute spaziali e aiuterà gli astronauti a indossare e svestire la tuta spaziale.
Durante le fasi in cui non sarà impegnato a seguire tali eventi Nespoli intraprenderà alcuni esperimenti che gli sono stati affidati dalla comunità scientifica europea nel settore della fisiologia e della biologia e non ultimo si collegherà con alcune scuole svolgendo alcune attività didattiche.
Lo Shuttle Discovery porterà sulla stazione orbitante anche l’astronauta Dan Tani che resterà a bordo della ISS come ingegnere di volo dell’Expedition 16, parte del cui equipaggio (due astronauti) sono arrivati a bordo in questi giorni con una Soyuz, dando il cambio all’equipaggio precedente. Tani sostituirà Clayton Anderson che arrivò a bordo della ISS il 10 giugno del 2007, il quale tornerà a Terra con il gruppo di astronauti comprendente Nespoli.
La missione STS-120 ha come comandante una donna, Pamela Melroy, che una volta a bordo della Stazione Spaziale potrà dare la mano ad un’altra donna comandante, l’americana Peggy Whitson, responsabile dell’equipaggio della ISS, giunta anch’ella lassù con al Soyuz.
Fonte: www.repubblica.it
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