ISP pachistano blocca YouTube per due ore
Scritto da: webmaster in Curiosità, Internet, News, Sicurezza
Due ore di totale black out di YouTube fanno notizia, anche se spesso il server è down, ma ancora di più va sottolineato come il problema fosse totalmente fuori dal controllo di Google. Che non ci fossero cartelli di scuse che promettevano di tornare a breve e cose simili non poteva che essere il preludio di qualcosa di diverso e di più importante.
Infatti non si trattava di manutenzione o di qualche problema interno all’azienda, ma la causa va cercata all’esterno. Dopo due ore di rincorse, indagini e tentativi di ripristinare l’accaduto si è scoperto che a causare il blackout era stato un ISP pachistano che, nel tentativo di bloccare l’accesso al sito di condivisione video, aveva invece causato un blocco totale in tutto il mondo, attirando a sè le richieste destinate a YouTube. La BBC accredita all’ISP ed alla Pakistan Telecom l’origine del misfatto.
Il motivo scatenante il blocco è stato nel fatto che il service provider PCCW aveva deciso di non permettere ai suoi clienti di accedere ad un sito dove erano visibili dei cartoni danesi che prendono in giro Maometto. Ma la tecnica usata per bloccare l’accesso è stata portata avanti con metodologia sbagliata. L’azienda pachistana ha infatti dirottato l’IP di YouTube e ha passato le informazioni attraverso i suoi server così che le richieste di connessione arrivassero all’ISP e potessero essere bloccate. Le informazioni sono perà state mandate per errore agli altri ISP nel mondo che hanno bloccato anch’essi l’accesso dirottandolo nel buco nero creato da PCCW.
Per porre riparo all’accaduto è stato necessario contattare proprio PCCW. Da YouTube si dichiara di non voler credere in un’azione portata avanti con dolo, ma solo ad un errore. Ad ogni modo anche la sola decisione di applicare una censura ai video in rete sta causando problemi in Pakistan dove l’opinione pubblica cominciare a dare seri segni di insofferenza. Nel paese orientale YouTube continua ad ora ad essere censurato e dalla Pakistan Telecommunication Authority è giunta espressa richiesta di rimozione del video come requisito fondamentale al ripristino dell’accesso al sito nel paese.
Fonte: www.webnews.it
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