Il bluff umano vince il computer
L’uomo bluffa la macchina e la manda al verde . La prima sfida a poker fra intelligenza artificiale e neuroni se l’aggiudicano i giocatori in carne e ossa. E’ stato un match combattuto, pieno di colpi di scena quello che si è protratto per due giorni all’hotel Hyatt Regency di Vancouver, ma alla fine i professionisti dell’azzardo l’hanno spuntata su Polaris, il software disegnato dall’Università dell’Alberta in grado di simulare il comportamento di un giocatore di poker.
Phil Laak e Ali Eslami, due assi del tavolo verde, hanno sfidato il computer in una variante del poker classico detta “alla texana”. In questa versione durante la prima fase del gioco si ricevono solamente due carte a testa, che devono essere combinate con le cinque scoperte dal mazziere per formare il punto. Alla fine dei quattro round, su un totale di 500 mani giocate, i due sono rimasti con più soldi rispetto a Polaris, il che gli ha permesso di essere dichiarati vincitori e incassare il montepremi.
Nel primo round la squadra “degli umani” è riuscita a strappare un pareggio proprio nelle ultime battute, nonostante Polaris avesse accumulato qualche dollaro in più. Era stato infatti stabilito da entrambe le parti che piccole differenze non potevano essere ritenute statisticamente significative. Nella seconda ripresa la macchina ha demolito i suoi avversari, lasciandoli in preda allo sconforto. “Il computer mi ha letteralmente massacrato”, ha confessato un esausto Eslami prima di andare a coricarsi.
Gli umani si sono così rimboccati le maniche e, nonostante la perfetta faccia da poker sfoggiata da Polaris, il giorno dopo sono riusciti a rientrare in partita e a strappare la vittoria. Anche se c’è da dire che la versione del software utilizzata negli ultimi due round era differente rispetto a quella che aveva precedentemente permesso al computer di umiliare i suoi avversari.
Gli scienziati di Alberta hanno programmato Polaris in modo da renderlo capace di elaborare più strategie contemporaneamente. Questo perché nel poker non si conoscono le carte degli altri giocatori, e cosa ancora più difficile da far capire a una macchina, c’è sempre la possibilità che una delle persone seduta al tavolo stia tentando di bluffare. Realizzare una macchina in grado di comprendere e anticipare le mosse degli umani, si è rivelata un’impresa talmente difficile da richiedere sedici anni di ricerche al gruppo di studiosi guidati dal professore Jonathan Schaeffer.
E c’è da giurarci che il team di scienziati canadesi non si arrenderà di certo dopo la prima sconfitta. Nonostante Phil Laak e Ali Eslami si siano aggiudicati il montepremi di 50mila dollari messo in palio dall’Associazione americana per lo studio dell’intelligenza artificiale, Polaris ha dato filo da torcere ai due giocatori professionisti. “La nostra è una sconfitta parziale. Le scoperte che abbiamo realizzato durante questi anni di lavoro – ha spiegato il professore - troveranno presto un’applicazione nel mondo reale e non resteranno un esercizio di stile come è successo per quelle collegate al gioco degli scacchi”. Le industrie legate al marketing, che scommettono quotidianamente sul comportamento dei clienti, potrebbero essere le prime ad avvalersi dei risultati ottenuti da Schaeffer e soci.
Fonte: www.lanazione.it
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