Hubble va in pensione, arriva Webb
Il telescopio Hubble sarà presto dismesso, ma gli astrofisici non hanno niente da temere perchè sarà rimpiazzato da un occhio celeste tre volte più potente e in grado per questo, si spera, svelare i misteri del Big Bang. Il James Webb Space Telescope (Jwst) è stato presentato ufficialmente dalla Nasa che ne ha messo in mostra una riproduzione davanti al museo della Scienza e dell’Aviazione a Washington. Webb, dal nome del direttore della Nasa dal 1961 al 1968, nasce da un progetto congiunto delle agenzie spaziali americana, europea e canadese. In costruzione nei laboratori della Northrop Grumman, costerà 4,5 miliardi di dollari. Sarà lanciato in orbita nel 2013 da un razzo europeo Ariane V e si posizionerà a 1,5 milioni di chilometri dalla Terra dove resterà al lavoro per 10 anni. Il telescopio sarà lungo 24 metri, alto 12 e avrà una lente esagonale del diametro di 6,5 metri, il triplo di quella di Hubble. La lente principale sarà protetta da uno schermo di protezione dal sole grande quanto un campo di tennis, che manterrà basse le temperature e migliorerà le prestazioni della telecamera a infrarossi di cui è dotato il telescopio.
Le lenti di cui è dotato l’occhio di Webb sono così sofisticate da poter catturare sei volte più luce del suo predecessore. Grazie a questo e alle avanzatissime apparecchiature di cui è dotato, il telescopio dovrebbe riuscire a vedere anche laddove non è mai arrivato Hubble che pure è stata una rivoluzione per l’astronomia. Lanciato in orbita 17 anni fa, Hubble è riuscito da 575 chilometri di altezza a fotografare stelle e pianeti distanti, e remote galassie formatesi non molto tempo dopo il Big Bang. La speranza è che Webb arrivi molto, molto più lontano e seguendo le tracce di stelle lontane milioni e milioni di anni si avvicini al cuore dell’esplosione da cui è nato l’universo.
«Ovviamente abbiamo bisogno di un telescopio molto più grande che vada ancora più indietro nel tempo per vedere la nascita dell’universo», ha spiegato Edward Weiler, direttore del Contro spaziale Goddard della Nasa.
Sia Hubble sia gli altri telescopi spaziali, come Chandra e Spitzer, hanno mostrato che l’universo nasconde molti misteri, ma non sono riusciti a risolverli. «Non riusciamo a penetrare l’oscurità dei tempi in cui sono nate le prime galassie», ha confermato Matt Mountain, direttore dello Space Telescope Science Institute di Washington. Per esempio non si è riuscito a svelare l’arcano dei buchi neri e della materia oscura. Il nuovo telescopio «per la prima volta invierà immagini dell’età oscura, foto ad alta risoluzione», ha confermato.
In attesa di Webb, Hubble resterà in servizio. Nonostante dopo il disastro allo shuttle Columbia nel 2003 fosse stata minacciata un’interruzione delle missioni di manutenzione, l’anno prossimo partità una missione spaziale per assicurare al telescopio tutte le ‘curè necessarie a continuare il suo lavoro per altri cinque anni.
Fonte: www.lanazione.it


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