Google in SecondLife, prove di matrimonio
Dal 10 gennaio anche Google entra a pieno titolo in SecondLife conquistando la sua isola felice. Creata in occasione del «Zeitgeist» di ottobre (evento bi-annuale di Google) da Vesuvius Grup, dal mese di gennaio la land è aperta al pubblico. L’isola, ancora in fase di ultimazione (motivo questo per il quale nei prossimi giorni verrà chiusa per un iniziale aggiornamento), contiene però già in nuce le peculiarità di Google. Del tutto simile, pare, al campus californiano reale, al suo interno, girando fra gli stand, si incontrano oggetti familiari. Nei gazebo virtuali l’avatar si siede, come nel salotto di casa a vedere i filmati di YouTube. Al punto informazioni con un solo clik il nostro alter ego può accedere a tutti i servizi Google, da quello sul cellulare, a quello Tv. E basta entrare negli uffici per ritrovarsi davanti al Globo terrestre, quello di Google Earth, lì apposta per gli avatar che vogliano farsi un giro, come alle giostre. Immancabile poi il plugin di sketchup, il software di disegno in 3D di Google, che, con l’immagine tridimensionale di una comunissima sedia, attira a sé gli avatar bisognosi di farsi una seconda vita più comoda della prima e a differenza di quella vecchia fatta su misura da loro.
Se il nuovo pioniere dell’altra vita non fosse Google, questa non sarebbe una notizia. L’altro mondo, infatti, ci ha già da tempo abituati a veder spuntare nel suo vuoto cosmico, aziende, imprese e istituzioni nate come funghi in tempo di pioggia. In questo caso, però quello che stupisce non è soltanto che ad entrare a pie pari nella seconda vita sia lo stesso Google che finora pur tenendo il polso di internet, aveva dato l’impressione di avvicinarsi a Linden Lab, riconosciuto colosso creatore di SL, solo in punta di piedi. Quello che disorienta della notizia è che nei mesi scorsi girava voce in Rete della sperimentazione da parte di Google di un mondo virtuale, definito «My World», appunto, destinato a diventare l’antagonista di SecondLife. Gli studenti della Arizona State University sarebbero stati coinvolti, infatti, nel Beta testing di un misterioso progetto di Google che proverebbe a mettere insieme account Gmail, social network, modelli 3D e videogames per la creazione di un mondo virtuale. Del progetto in via di sperimentazione, però, non si sono avute più notizie ufficiali. Ora Google entra in SecondLife. Quali siano le sue reali intenzioni non è dato saperlo. Intanto la tattica sembra quella di provare a fagocitare ciò che ancora non si può distruggere, almeno per ora.
I primi passi di avvicinamento all’altro mondo, però Google già li aveva stesi mettendo a disposizione degli avatar un motore di ricerca (Sl-Toolbar) – simile a quello della prima vita. In questo modo indicizzando i luoghi virtuali più gettonati, accompagna l’avatar per mano dove desidera e in più gli permette di ascoltare le frequenze della radio di Sl, di trovare blog e community e di imparare a costruire e a fare soldi nell’altra vita. Insomma crea una guida virtuale per gli avatar che faccia sentire a casa sua l’uomo che gli sta dietro (se non vi sembra abbastanza efficace, non preoccupatevi, a quanto pare Sl-Toolbar è ancora in fase di perfezionamento). Ma poi non potendosi accontentare della sola funzione coadiuvante, Google allora si fa la sua isola, dando inizio alle prove di un matrimonio virtuale i cui termini restano ancora tutti da scoprire.
Comunque tutto lascia pensare che la piccola isola dell’altro mondo sia per Google solo il primo boccone di un lauto pasto virtuale.
Fonte: www.lunita.it


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