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	<title>Toso Soluzioni Informatiche</title>
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	<description>Rassegna stampa, news e utility sul mondo dell'informatica</description>
	<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 16:57:37 +0000</pubDate>
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	<language>en</language>
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		<title>&#8220;L&#8217;Ipod nano lancia scintille&#8221;. Il Giappone apre un&#8217;indagine</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 16:57:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Hardware]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Giappone ha avviato una indagine su possibli rischi dovuti a malfunzionamento dell&#8217;iPod di Apple, in particolare sulla batteria della versione &#8216;Nano&#8217; del popolare lettore musicale, veduto da anni in tutto il mondo. E&#8217; bastato un singolo caso a spingere le autorità all&#8217;iniziativa: secondo quanto riferito da fonti del ministero di commercio e economia, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/ipod-nano.thumbnail.jpg" title="“L’Ipod nano lancia scintille”. Il Giappone apre un’indagine" alt="“L’Ipod nano lancia scintille”. Il Giappone apre un’indagine" align="left" border="1" />Il Giappone ha avviato una indagine su possibli rischi dovuti a malfunzionamento dell&#8217;iPod di Apple, in particolare sulla batteria della versione &#8216;Nano&#8217; del popolare lettore musicale, veduto da anni in tutto il mondo. E&#8217; bastato un singolo caso a spingere le autorità all&#8217;iniziativa: secondo quanto riferito da fonti del ministero di commercio e economia, un iPod Nano in fase di ricarica si sarebbe surriscaldato fino a emettere scintille. L&#8217;episodio risale allo scorso gennaio, è avvenuto nella provincia di Kanagawa, a sudovest di Tokyo, e non ha causato ferimenti a persone.</p>
<p>Apple, che non ha contestato quanto riferito dalla fonte del governo nipponico, non ha voluto commentare la vicenda. L&#8217;iPod sotto inchiesta è stato fabbricato in Cina, ma gli accertamenti si concentrano sulla batteria, agli ioni di litio, e al momento non è chiaro dove sia stata prodotta. In Giappone sono stati commercializzati cica 425.000 lettori con caratteristiche analoghe a quello finito al centro delle indagini, tra il 2005 e il settembre del 2006, e al momento la casa americana non è in grado di precisare se anche in altri paesi ne siano stati venduti con batterie simili.</p>
<p>Nello scorso anno su diversi tipi di apparecchiature elettroniche prodotte da varie case, dai computer portatili ai cellulari, si sono registrati malfunzionameti legati alle batterie, a volte spingendo i produttori a effettuare gigantesche campagne di richiami in fabbrica.<span id="more-143"></span></p>
<p>L&#8217;iPod è uno dei lettori più diffusi al mondo, solo nell&#8217;ultimo trimestre del 2007 Apple ne ha comlessivamente venduti oltre 22 milioni, sebbene il dato sia risultato più basso delle attese degli analisti. In passato si sono verificati alcuni casi di problemi con le batterie dei prodotti portatili Apple, ma prevalentemente si trattava di casi di fuoriscita dalle guide e non di surriscaldamenti.</p>
<p>Fonte: www.lanazione.it</p>
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		<title>80 milioni di nuovi utenti per il VoIP</title>
		<link>http://www.toso.net/news/80-milioni-di-nuovi-utenti-per-il-voip/</link>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 17:00:28 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sembra non conoscere crisi il mercato legato alle tecnologie VoIP e IMS ( IP Multimedia Subsystem). Tra il 2006 e il 2007 le vendite del settore hanno fatto registrare un aumento complessivo del 19%, pari a circa 4 miliardi di dollari. Un risultato considerevole, che riconferma le grandi potenzialità della telefonia via Internet.
Secondo le previsioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/01/telefono-rosso.miniatura.jpg" title="80 milioni di nuovi utenti per il VoIP" alt="80 milioni di nuovi utenti per il VoIP" align="left" border="1" />Sembra non conoscere crisi il mercato legato alle tecnologie VoIP e IMS ( IP Multimedia Subsystem). Tra il 2006 e il 2007 le vendite del settore hanno fatto registrare un aumento complessivo del 19%, pari a circa 4 miliardi di dollari. Un risultato considerevole, che riconferma le grandi potenzialità della telefonia via Internet.</p>
<p>Secondo le previsioni fornite da Infonetics Research, il settore dovrebbe conoscere un periodo di forte prosperità fino al 2011, con una crescita complessiva di circa 8,4 miliardi di dollari. Gli 80 milioni di nuovi utenti del VoIP nel solo corso del 2007 sembrano confermare il trend indicato da Infonetics Research. Le principali fonti di nuovi utenti per le tecnologie IMS e VoIP sono stati i paesi in via di sviluppo dell&#8217;area asiatica, che hanno potuto aumentare il volume di comunicazioni senza incidere eccessivamente sui costi in un periodo economico non semplice.</p>
<p>La complessa situazione internazionale dei mercati finanziari potrebbe, paradossalmente, giovare alle compagnie impegnate sul fronte del VoIP come Skype. Secondo alcuni analisti, infatti, i servizi offerti dalla società posseduta da eBay potrebbero consentire agli utenti di aumentare considerevolmente la loro visibilità online. Il periodo di crisi economica prospettato per gli Stati Uniti potrebbe rendere i social network e i sistemi di comunicazione diretta online, tra cui Skype, le principali risorse per confrontarsi e trovare soluzioni tra i singoli utenti colpiti dalla depressione finanziaria. Buona parte della socialità si è infatti ormai trasferita sulla Rete, rendendo il Web uno dei principali luoghi di incontro e di confronto tra amici, parenti, colleghi di lavoro e perfetti sconosciuti. Con il suo sistema apolide di comunicazione (chat, videoconferenza, telefono), Skype potrebbe dunque espandere ulteriormente il proprio mercato in un momento di complessiva stagnazione.<span id="more-799"></span></p>
<p>Sempre sul fronte del VoIP, il Senato degli Stati Uniti ha da poco approvato una nuova legge per le telefonate ai numeri di emergenza. La nuova normativa integra il provvedimento della Federal Communications Commission, che già nel 2005 emanò un provvedimento che obbligava i gestori di servizi VoIP a fornire pieno accesso alle numerazioni di emergenza degli Stati Uniti. Il nuovo testo di legge prevede alcuni emendamenti legati ai possibili sviluppi della tecnologia, specialmente nel settore della telefonia mobile via Web.</p>
<p>Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Immagini &#8230;&#8230;&#8230;..</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Mar 2008 15:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[
            /*  Images are wrapped in divs classed "flickr_badge_image" with ids  "flickr_badge_imageX" where "X" is an integer specifying ordinal position.  Below are some styles to get you started!  */  #flickr_badge_uber_wrapper {text-align:center; width:150px;}  #flickr_badge_wrapper {padding:10px 0 10px 0;}  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- Start of Flickr Badge --></p>
<style type="text/css">            /*  Images are wrapped in divs classed "flickr_badge_image" with ids  "flickr_badge_imageX" where "X" is an integer specifying ordinal position.  Below are some styles to get you started!  */  #flickr_badge_uber_wrapper {text-align:center; width:150px;}  #flickr_badge_wrapper {padding:10px 0 10px 0;}  .flickr_badge_image {margin:0 10px 10px 10px;}  .flickr_badge_image img {border: 1px solid black !important;}  #flickr_badge_source {text-align:left; margin:0 10px 0 10px;}  #flickr_badge_icon {float:left; margin-right:5px;}  #flickr_www {display:block; padding:0 10px 0 10px !important; font: 11px Arial, Helvetica, Sans serif !important; color:#3993ff !important;}  #flickr_badge_uber_wrapper a:hover,  #flickr_badge_uber_wrapper a:link,  #flickr_badge_uber_wrapper a:active,  #flickr_badge_uber_wrapper a:visited {text-decoration:none !important; background:inherit !important;color:#3993ff;}  #flickr_badge_wrapper {}  #flickr_badge_source {padding:0 !important; font: 11px Arial, Helvetica, Sans serif !important; color:#666666 !important;}</style>
<p id="flickr_badge_wrapper"><script type="text/javascript" src="http://www.flickr.com/badge_code_v2.gne?count=3&amp;display=random&amp;size=t&amp;layout=x&amp;source=user_set&amp;user=8683971%40N02&amp;set=72157604052599765&amp;context=in%2Fset-72157604052599765%2F"></script></p>
<p><!-- End of Flickr Badge --></p>
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		<title>Apple aggiorna i MacBook</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 07:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Business]]></category>

		<category><![CDATA[Hardware]]></category>

		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Apple arriva un aggiornamento all&#8217;offerta MacBook e MacBook Pro, con l&#8217;integrazione degli ultimi processori Intel Core 2 Duo. I nuovi modelli presentano hard disk più grandi e 2GB di memoria standard, oltre agli ultimi processori grafici NVidia, che ora offrono fino a 512 Mb di memoria video.
I nuovi MacBook Pro hanno a cuore i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/apple.thumbnail.jpg" title="Apple aggiorna i MacBook" alt="Apple aggiorna i MacBook" align="left" border="1" />Da Apple arriva un aggiornamento all&#8217;offerta MacBook e MacBook Pro, con l&#8217;integrazione degli ultimi processori Intel Core 2 Duo. I nuovi modelli presentano hard disk più grandi e 2GB di memoria standard, oltre agli ultimi processori grafici NVidia, che ora offrono fino a 512 Mb di memoria video.</p>
<p>I nuovi MacBook Pro hanno a cuore i processori Intel Core 2 Duo fino a 2.6 GHz con 6MB di memoria L2 cache condivisa, fino a 4 Gb di memoria Ddr2 SdRam a 667 MHz e fino a 300GB di hard disk, oltre alla scheda grafica NVidia GeForce 8600M GT con fino a 512MB di memoria video.<br />
La tastiera illuminata è ideale per ambienti scarsamente illuminati come gli aerei, gli studi o le sale conferenza, mentre un sensore di luce esterna integrato adatta automaticamente la luminosità dei tasti, così come quella del display per una visibilità ottimale.<span id="more-794"></span></p>
<p>Con prezzi a partire da 999 euro, la nuova linea MacBook comprende tre modelli: due bianchi con processori da 2.1 GHz e 2.4 GHz e hard drive da 120GB o 160GB, e uno nero con processore a  2.4 GHz e hard disk da 250GB.</p>
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		<title>L’Italia digitale è sempre più indietro</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 07:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[WiMax]]></category>

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		<description><![CDATA[In Italia stiamo assistendo ad una vera corsa per aggiudicarsi le licenze per lo sfruttamento del WiMax, una tecnologia che dovrebbe cambiare il modo di navigare in internet in Italia.  Ma se da un lato notiamo una grande euforia verso questa nuova frontiera tecnologica, un rapporto dell’Ecta (associazione che raccoglie gli operatori alternativi Europei) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/wimax_logo.thumbnail.gif" title="WiMax, chiude l’asta da 135 milioni" alt="WiMax, chiude l’asta da 135 milioni" align="left" border="1" />In Italia stiamo assistendo ad una vera corsa per aggiudicarsi le licenze per lo sfruttamento del WiMax, una tecnologia che dovrebbe cambiare il modo di navigare in internet in Italia.  Ma se da un lato notiamo una grande euforia verso questa nuova frontiera tecnologica, un rapporto dell’Ecta (associazione che raccoglie gli operatori alternativi Europei) mostra una Italia drammaticamente indietro.</p>
<p>Che fossimo ultimi o quasi lo sapevamo già, ma il dato che emerge è ancora più allarmante: stiamo ancora inesorabilmente perdendo terreno nei confronti della altre nazioni Europee.<br />
Forse è venuto davvero il momento di preoccuparci.</p>
<p>L’Italia digitale cresce davvero poco, solo il 3% all’anno, contro una media Europea del 10%. Solo il 16,5% dei nostri concittadini è connesso con reti a banda larga.<br />
La Grecia fa peggio di noi e l’Irlanda ci ha superati. Numeri che fanno molto riflettere.</p>
<p>Giusto per fini statistici, l’Europa allargata ha una media di diffusione della banda larga del 19,8% e la “vecchia Europa” addirittura del 21,2%.<br />
Non facciamo poi troppi paragoni con Stati singoli perchè il confronto sarebbe pietoso.</p>
<p>La Danimarca, vera superstar ha una media del 34,5%. Ma è uno Stato piccolo, ma anche se confrontiamo l’Italia con Francia, Germania… i risultati sono per noi davvero sconfortanti.<br />
A casa nostra sappiamo solo difenderci grazie alla presenza di Fastweb che alza la media delle connessioni su Fibra. Ma questo è un settore di nicchia.</p>
<p>Molto interessante notare come Telecom Italia si dimostri sempre monopolista avendo il 64% del mercato + il 20% dato dagli operatori che comprano l’accesso alla rete a banda larga. Non sono dati “entusiasmanti”, speriamo che l’arrivo del WiMax possa dare una sterzata decisa a questa tendenza negativa. <span id="more-793"></span></p>
<p>Fonte: www.oneadsl.it</p>
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		<title>Le linee aeree Usa puntano all&#8217;offerta di internet in volo</title>
		<link>http://www.toso.net/news/le-linee-aeree-usa-puntano-allofferta-di-internet-in-volo/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 20:00:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Aviazione]]></category>

		<category><![CDATA[Internet]]></category>

		<category><![CDATA[Varie]]></category>

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		<description><![CDATA[Internet anche in alta quota? Non solo è possibile ma per le compagnie aeree staunitensi l&#8217;offerta di servizi internet ai passeggeri è una delle nuove frontiere. La domanda è in continua crescita e per le compagnie si tratta un mercato potenzialmete enorme. Fino ad oggi il problema era legato ai costi ma i progressi tecnologici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/10/web.thumbnail.jpg" title="Internet: registrazione in 11 nuovi alfabeti" alt="Internet: registrazione in 11 nuovi alfabeti" align="left" border="1" />Internet anche in alta quota? Non solo è possibile ma per le compagnie aeree staunitensi l&#8217;offerta di servizi internet ai passeggeri è una delle nuove frontiere. La domanda è in continua crescita e per le compagnie si tratta un mercato potenzialmete enorme. Fino ad oggi il problema era legato ai costi ma i progressi tecnologici hanno cambiato lo scenario.</p>
<p>Tanto che le compagnie aeree hanno fatto i primi passi. Jet Blue, scrive il Wall Street Journal, ha acquistato LiveTv, un sistema che consente di utilizzare la posta elettronica sui voli di linea. Alaska AirGroup, invece, sta lanciando un sistema di comunicazione satellitare.</p>
<p>Paul Domorski, amministratore delegato di EMS Technologies, società specializzata in reti wireless, sottolinea tuttavia come nel campo delle comunicazioni le compagnie americane siano in ritardo rispetto alla concorrenza. Tra le linee aeree europee, in particolare Lufthansa, l&#8217;offerta di servizi wireless in particolare sui voli intercontinentali è già una realtà.</p>
<p>Fonte: www.lanazione.it</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Parla Tariq Krim, padre di Netvibes</title>
		<link>http://www.toso.net/news/netvibes/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 08:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[Navigare su Internet significa vagare da un sito all&#8217;altro, inseguendo un&#8217;informazione, una pubblicità, una promessa. Clic dopo clic, entriamo in piste preparate da esperti in marketing e web-designer per farci visitare pagine che non ci interessano. Così sembrerebbe inutile rifugiarsi nel web per sfuggire alla dittatura della televisione che ci fa tutti uguali, spettatori e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.match.it/2008/03/netvibes/parla-tariq-krim-padre-di-netvibes/" rel="attachment wp-att-854" title="Parla Tariq Krim, padre di Netvibes"><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/coriander.thumbnail.jpg" title="Parla Tariq Krim, padre di Netvibes" alt="Parla Tariq Krim, padre di Netvibes" align="left" border="1" /></a>Navigare su Internet significa vagare da un sito all&#8217;altro, inseguendo un&#8217;informazione, una pubblicità, una promessa. Clic dopo clic, entriamo in piste preparate da esperti in marketing e web-designer per farci visitare pagine che non ci interessano. Così sembrerebbe inutile rifugiarsi nel web per sfuggire alla dittatura della televisione che ci fa tutti uguali, spettatori e consumatori mediocri. A partire da queste riflessioni Tariq Krim, giovane ingegnere francese di origini algerine, ha creato <a href="http://www.netvibes.com/">Netvibes</a>, un sito Internet in piena espansione che oggi conta 30 milioni di utenti in tutto il mondo. Ci ha pensato lui a rivoluzionare la rete. &#8220;L&#8217;idea alla base di <a href="http://www.netvibes.com/">Netvibes</a> è che ogni persona è diversa, e ogni utente che arriva su <a href="http://www.netvibes.com/">Netvibes.com</a> avrà una pagina totalmente differente da quella degli altri&#8221;, spiega con soddisfazione. Personalizzazione, dinamismo, rapidità. Niente pubblicità, nessun fastidioso pop-up, banner o highlight luminoso. Ecco perché Netvibes sarà &#8220;la tua nuova homepage, dove puoi decidere tutto tu. In funzione delle tue esigenze e dei tuoi interessi&#8221;.<span id="more-791"></span></p>
<p>A 34 anni ha vinto il premio TR35 della rivista Technology Review, pubblicata dal Mit, per la creazione di Netvibes. Ma il successo e i soldi non sembrano turbare il giovane Krim, che così sfida gli imperi di Microsoft e Google. Al sesto piano di un elegante edificio haussmaniano, dietro il boulevard Poissonnière, l&#8217;ascensore si apre su un grande open space in cui il team di <a href="http://www.netvibes.com/">Netvibes</a>, composto da quaranta persone, lavora silenziosamente al computer. Età media, trent&#8217;anni. Tariq Krim lavora al piano superiore, in uno studio di 120 mtq, una parete completamente in vetro da cui si osservano i tetti della città e una libreria di riviste e libri.</p>
<p>Tariq Krim è nato a Parigi. Figlio di immigrati algerini, il padre professore di economia e la madre di educazione fisica, è cresciuto nel Marais. A dieci anni crea il primo server per minitel - il predecessore francese di Internet -, si iscrive a fisica e in seguito diventa ingegnere. Lavora anche come giornalista esperto in high-tech per il quotidiano economico La Tribune, prima di trovare la sua strada.</p>
<p>&#8220;Da giovane mi eccitava l&#8217;idea di pensare Steve Jobs e Stephen Wozniak a 19 anni, mentre progettano un computer in un garage. Uomini che hanno cambiato il mondo&#8221;, racconta Krim, che si definisce cittadino del mondo e fin da ragazzo ha provato una forte attrazione per gli Stati Uniti. &#8220;Lavorare negli States mi ha aiutato molto e mi ha fatto scoprire nuove cose. Ma piuttosto che la cultura, è stata la contro- cultura americana ad avermi sempre affascinato! Qualcosa che manca all&#8217;Europa&#8221;, attacca. &#8220;In Francia non capiscono veramente quello che facciamo. Negli Stati Uniti è normale lavorare con Internet, non ci si pone nemmeno il problema. Ho abitato a San Francisco, una città in cui nessuno ti dirà mai che la tua idea è stupida, ti chiederanno piuttosto come hai intenzione di realizzarla. Mentre in Europa devi essere molto paziente, perché i politici non conoscono questo mondo e non si rendono minimamente conto del valore economico di questi progetti. Così non sono capaci di aiutare e sostenere queste attività&#8221;.</p>
<p>Infatti Krim non avrebbe mai potuto creare Netvibes senza gli investitori americani di Skype e Facebook. Tutte le società americane che operano su Internet sono state create da giovani appena usciti dalle università tramite delle start-up. Google stesso è nato dall&#8217;idea di due ragazzini appena usciti da Stanford. &#8220;Anche in Europa ci sono molti giovani con un forte potenziale intellettuale ed economico, ma non siamo stati capaci di sostenerli. In Francia si punta sul modello Airbus e tutti i soldi sono investiti per sostenere le grandi società, senza dare spazio alle nuove idee. E non avendo esempi di riuscita indipendenti, è difficile cominciare, nonostante sia la chiave del successo economico&#8221;, dice l&#8217;ingegnere.</p>
<p>Mostra un minilaptop appena acquistato a Tokyo. Solleva lo schermo e cerca le parole per definire Netvibes. &#8220;È un progetto molto semplice, nato dall&#8217;esigenza di creare un sito in cui le persone, io per primo, possano avere accesso a tutta la propria attività virtuale da una pagina sola. Senza dover visitare ogni giorno tutti i siti che gli interessano&#8221;. Lo sviluppo del Web 2.0 ha rivoluzionato l&#8217;utilizzo di Internet e ha moltiplicato i servizi. Così ci troviamo ad avere le foto su Flickr, gli amici su Facebook, la posta su Gmail, il diario su Twitter. La priorità di Tariq Krim è stata capire come centralizzare questo processo e riorganizzare tutti i dati. Oggi il sito appare come un dashboard di Apple in cui tutto è dinamico e la scelta è nelle mani dell&#8217;utente. Tramite la creazione di 100mila widgets e la lettura di feed RSS è possibile costruire una pagina in costante aggiornamento in base alle proprie preferenze e necessità: il meteo, la rassegna stampa dei quotidiani, un motore di ricerca, l&#8217;agenda televisiva per non perdere la puntata della serie preferita, video, i post dei blog amici&#8230; Una torre di controllo della propria vita on-line. &#8220;Il problema dei social network come Facebook è che gli utenti mettono on-line molte informazioni, ma non sanno esattamente a cosa servono o da chi sono visibili. Il nostro obiettivo è di restituire il controllo agli utenti di Internet&#8221;.</p>
<p>Su <a href="http://www.netvibes.com/">Netvibes</a> nulla è imposto. È sempre e solo l&#8217;utente a scegliere cosa vedere. E anche il confine tra pubblicità, informazione e servizio viene ridefinito. &#8220;Un esempio: il giorno che voglio comprare una macchina mi abbonerò a tutti i blog specializzati e ai servizi delle società automobilistiche. Ford ha creato un widget che permette all&#8217;utente interessato di ricevere quotidianamente informazioni sui nuovi modelli. Ma non appena avrò scelto quale auto comprare le mie esigenze cambieranno, e non avrò nessuna voglia di ricevere pubblicità di macchine. Al contrario, cercherò informazioni sulle assicurazioni, o su una casa&#8221;.</p>
<p>Basterà gettare il vecchio widget Ford per non essere più importunati da spam o altro. Il modello economico Netvibes si basa proprio su questo principio: creando un marketplace di widgets che l&#8217;utente può scegliere, le società faranno di tutto per essere presenti nelle pagine personali degli utenti, e pagheranno Netvibes per proporre i propri servizi. Inoltre l&#8217;adesione spontanea a un servizio ha molto più valore di una pubblicità invasiva o imposta. In questo modo non saranno più le aziende a cercare i consumatori, ma saranno gli utenti a scegliere gratuitamente a quale servizio abbonarsi e per quanto tempo. &#8220;Tutto Internet è basato sull&#8217;idea del portale Yahoo!, in cui gli users arrivano su un sito in cui non possono scegliere nulla, sono obbligati a leggere la pubblicità e ad andare dove altri hanno deciso. Senza possibilità di self expression e personalizzazione&#8221;, sostiene Krim.</p>
<p>La forza del Web 2.0 è proprio quella di dare importanza agli utenti, ciò significa che i servizi diventano sociali. &#8220;Il web di prima generazione era come un canale televisivo che distribuiva informazioni. Un modello che oggi non funziona più perché non lascia spazio all&#8217;espressione. Nel web 2.0 sono io, insieme agli altri utenti, che faccio funzionare la rete&#8221;.</p>
<p>Ogni evoluzione di Internet è legata a un miglioramento tecnologico. Così la prossima generazione sarà fatta di devices che permetteranno una connessione permanente. In un futuro la connessione a Internet sarà strettamente legata al luogo in cui mi trovo. I servizi diventeranno contestuali, non in funzione della persona, ma in rapporto ai luoghi e alla geografia&#8221;, continua Tariq Krim. &#8220;Ed è per questo che Nokia ha comprato Navteq. La tecnologia GPS e Google Maps sono in forte espansione perché in un futuro, a seconda del posto in cui saremo, varierà il contenuto proposto. E questa logica si applicherà anche ai social network, per cui quando mi troverò vicino a degli amici riceverò un avviso che segnalerà la loro presenza. Esistono già questi servizi, ma le rivoluzioni avvengono unicamente quando è la massa a possedere i prodotti. E così Internet. Sapevamo che gli utenti sarebbero stati milioni, ma c&#8217;è voluto più tempo del previsto&#8221;.</p>
<p>Anche se terra ingrata, Tariq Krim per il momento ha deciso di restare in Francia. &#8220;Qui l&#8217;ambiente non è ostile, ma indifferente. La gente se ne frega dell&#8217;innovazione e della tecnologia. Non si pensa alle persone con la volontà e le capacità di cambiare il mondo, come gli esperti di cleantech. Io stesso non ho mai avuto alcun sostegno. Il sistema è incapace di notare un&#8217;azienda come la nostra&#8221;.</p>
<p>Ma come si può spiegare questa incapacità di investire sui giovani? &#8220;Oggi in Europa ci sono due visioni che si affrontano: una generazione che ha vissuto molto bene, che si avvicina alla pensione e che ha concentrato a sé tutto il potere decisionale. E la mia generazione, che si è accorta che se vogliamo produrre ricchezza in Europa bisogna fare cose nuove. Ma apparentemente in Francia non ci si preoccupa troppo di noi&#8221;.</p>
<p>Sarkozy ha definito Krim &#8220;un miracolo&#8221;, il giovane beur che ce l&#8217;ha fatta. Ma lui rifiuta di diventare un simbolo di immigrazione vincente: &#8220;La Francia ha fallito. Nella storia degli Stati Uniti la forza del Paese è stata l&#8217;immigrazione di italiani, ebrei e africani, grazie a un contesto che ne ha permesso l&#8217;integrazione. Oggi io provo una sensazione di spreco. E la gente ha vergogna. Soprattutto dei politici, i dirigenti socialisti in primo luogo: non hanno mosso un dito quando sono stati al potere. Perciò quando qualcuno ce la fa tutti applaudono e tirano un sospiro di sollievo. Così oggi sono i fratelli più piccoli la generazione che brucia le macchine, perché ha visto come il sistema ha trattato i propri fratelli maggiori&#8221;.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>Viaggi: scompare il biglietto di carta</title>
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		<pubDate>Sat, 01 Mar 2008 07:00:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra poco meno di un centinaio di giorni, e precisamente dal prossimo 1 giugno, il biglietto aereo di carta non esisterà più. Si viaggerà solo muniti dell&#8217;e-ticket. Lo ha annunciato Giovanni Bisignani, direttore generale e ad della Iata.
La Iata ha avviato l&#8217;iniziativa per l&#8217;emissione elettronica del 100% dei biglietti a giugno del 2004 come parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/airline_tickets.thumbnail.jpg" title="Viaggi: scompare il biglietto di carta" alt="Viaggi: scompare il biglietto di carta" align="left" border="1" />Tra poco meno di un centinaio di giorni, e precisamente dal prossimo 1 giugno, il biglietto aereo di carta non esisterà più. Si viaggerà solo muniti dell&#8217;e-ticket. Lo ha annunciato Giovanni Bisignani, direttore generale e ad della Iata.</p>
<p>La Iata ha avviato l&#8217;iniziativa per l&#8217;emissione elettronica del 100% dei biglietti a giugno del 2004 come parte del programma Simplifying the Business, con il duplice obiettivo di rendere i viaggi e le spedizioni in aereo più convenienti ed efficienti rispetto ai costi.</p>
<p>Il programma e&#8217; stato avviato con cinque progetti - Carte d&#8217;imbarco con codici a barre, chioschi a disposizione della clientela per il check-in self-service, <a href="http://www.match.it/2008/02/emirates-airline-sperimenta-rfid-sui-bagagli/">Rfid</a> per l&#8217;aviazione, emissione elettronica dei biglietti e documentazione elettronica nel trasporto aereo delle merci, con risparmi per l&#8217;intero settore aereo pari a cinque miliardi di dollari all&#8217;anno.</p>
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		<title>WiMax, chiude l&#8217;asta da 135 milioni</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 11:19:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dopo ben nove giorni di rilanci ha avuto finalmente termine l&#8217;asta per le licenze WiMax con l&#8217;assegnazione delle ultime tre aree. L&#8217;offerta finale ha raggiunto cifre da vero e proprio record, portandosi sui 135 milioni di euro (la cifra esatta verrà comunicata in data odierna dal Ministero delle Comunicazioni), valore che ha superato i 125 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/wimax_logo.thumbnail.gif" title="WiMax, chiude l’asta da 135 milioni" alt="WiMax, chiude l’asta da 135 milioni" align="left" border="1" />Dopo ben nove giorni di rilanci ha avuto finalmente termine l&#8217;asta per le licenze WiMax con l&#8217;assegnazione delle ultime tre aree. L&#8217;offerta finale ha raggiunto cifre da vero e proprio record, portandosi sui 135 milioni di euro (la cifra esatta verrà comunicata in data odierna dal Ministero delle Comunicazioni), valore che ha superato i 125 milioni di euro totalizzati dall&#8217;asta francese. Regina della gara si è rivelata Ariadsl, mettendo sul piatto più di un terzo del valore complessivo dell&#8217;asta e risultando vittoriosa nell&#8217;area due, quattro e in Sicilia.</p>
<p>Secondo quanto riportato dal resoconto de Le Repubblica, Ariadsl è riuscita all&#8217;ultimo ad aggiudicarsi le macroregioni dell&#8217;area due (Valle d&#8217;Aosta, Piemonte, Liguria, Toscana), area quattro (Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise) e della Sicilia. L&#8217;altra licenza macroregionale è stata acquisita da eVia (gruppo Retelit) per quanto riguarda l&#8217;area due e da Telecom in area quattro. In seguito alla dipartita da parte di Telecom, in Sicilia le licenze sono andate ad A. F. T. e a Tourist Ferry Boat, oltre che ad Ariadsl. Le licenze sarde vanno invece a Telecom, Ariadsl e A. F. T.<span id="more-789"></span></p>
<p>Riassumendo il quadro generale delineatosi nel corso delle nove giornate di gara, Adriadsl ed eVIa hanno prevalso nell&#8217;area uno (Lombardia, Bolzano, Trento), l&#8217;area cinque (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria) vedrà le licenze macroregionali in mano a Telecom e ad Ariadsl, mentre in area tre (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche) le licenze saranno proprietà di eVia e Ariadsl.</p>
<p>Ora che la paura per l&#8217;ingordigia dei grossi operatori si è dimostrata infondata, sarà interessante vedere come Ariadsl intende utilizzare le molte licenze conquistate tenedo in considerazione gli ingenti investimenti effettuati e il mercato alquanto di nicchia a cui il WiMax e destinato.</p>
<p>Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Con Air Adobe porta le Ria sul desktop</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 11:08:44 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Portare le Rich Internet application sui desktop degli utenti che avranno a disposizione nuovi contenuti multimediali. È questo il senso del nuovo lancio di Adobe che ha presentato Air e Flex 3, due software che estendono ulteriormente la piattaforma tecnologica dedicata alle Rich Internet application (Ria).
Con Air, sostiene Adobe, è possibile unire le capacità real-time [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/adobe-logo.thumbnail.jpg" title="Con Air Adobe porta le Ria sul desktop" alt="Con Air Adobe porta le Ria sul desktop" align="left" border="1" />Portare le Rich Internet application sui desktop degli utenti che avranno a disposizione nuovi contenuti multimediali. È questo il senso del nuovo lancio di Adobe che ha presentato Air e Flex 3, due software che estendono ulteriormente la piattaforma tecnologica dedicata alle Rich Internet application (Ria).</p>
<p>Con Air, sostiene Adobe, è possibile unire le capacità real-time dinamiche del Web con la potenzadi calcolo e di gestione dati tipica del desktop.</p>
<p>L&#8217;e-commerce è uno dei settori che più potrebbe beneficiare dell&#8217;utilizzo delle nuove soluzioni già adottate da Deutsche Bank, Nasdaq Stock Market e The New York Times.</p>
<p>Adobe Air permette agli sviluppatori di creare Ria su desktop utilizzando le proprie competenze e le tecnologie Web già conosciute -Html, Ajax, Pdf, Flash e Flex -. Inoltre, “le applicazioni rilasciate su Adobe Air presentano i vantaggi delle Ria basate su browser come velocità di sviluppo, facilità d&#8217;uso e accesso praticamente universale con i benefici tipici delle applicazioni desktop come la capacità di leggere e scrivere su file locali, interagire con altre applicazioni presenti sul computer dell&#8217;utente, e mantenere dati localmente sul desktop”.<span id="more-787"></span></p>
<p>Air, Flex e Flash Player sono i componenti fondamentali della piattaforma tecnologica Adobe per le Ria dalla quale nascono nuove applicazioni, foriere di interessanti sviluppi, Adobe Media Player, attualmente in beta, che rappresenta una fusione di Tv e Internet permettendo agli utenti di assistere ai propri programmi preferiti in qualsiasi luogo e momento, e Buzzword, un word processor online che dispone di funzionalità collaborative.</p>
<p>Flex è un framework open source gratuito per la creazione di Ria interattive ed espressive. Adobe Flex Builder 3, un tool di sviluppo basato su Eclipse, accelera la realizzazione di applicazioni Flex e comprende nuove funzionalità per il deployment di Ria su Adobe Air. Adobe Flex Builder 3 si integra con Adobe Creative Suite 3.</p>
<p>Air e Air Sdk sono già disponibili per il download gratuito in lingua inglese sui sistemi operativi Windows e Macintosh. Prossimamente sarà disponibile anche per Linux e in altre lingue.</p>
<p>La linea di prodotti Adobe Flex 3 è già disponibile in inglese e giapponese sui sistemi operativi Windows e Macintosh. Flex 3 Sdk è disponibile gratuitamente in open source, e una versione beta di Adobe Flex Builder 3 per Linux è scaricabile gratuitamente da Adobe Labs. Adobe Flex Builder 3 è disponibile come prodotto singolo come plug-in Eclipse; la Standard Edition è venduta in Italia a 179 euro (+Iva), e la Professional Edition a 519 Euro (+ Iva).</p>
<p>Fonte: www.smaunews.it</p>
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		<title>In arrivo Internet tv di Google</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 17:00:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Google arriva in tv, già dalla prossima primavera. L&#8217;indiscrezione parte da Tokyo e rimbalza al Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, la più grande kermesse al mondo dell&#8217;elettronica di consumo.
L&#8217;accordo è stato siglato tra Panasonic, della nipponica Matsushita, e la società californiana. Sarà quindi possibile, tramite un apparecchio tv al plasma, accedere direttamente ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/01/logo-google.miniatura.gif" alt="In arrivo Internet tv di Google" title="In arrivo Internet tv di Google" align="left" border="1" />Google arriva in tv, già dalla prossima primavera. L&#8217;indiscrezione parte da Tokyo e rimbalza al Consumer Electronics Show (Ces) di Las Vegas, la più grande kermesse al mondo dell&#8217;elettronica di consumo.</p>
<p>L&#8217;accordo è stato siglato tra Panasonic, della nipponica Matsushita, e la società californiana. Sarà quindi possibile, tramite un apparecchio tv al plasma, accedere direttamente ai siti di Google, come Picasa (per la condivisione di foto) e YouTube, la più importante video web community pagata dal colosso di Mountain View la cifra record di 1,65 miliardi di dollari. La partnership non è in esclusiva. In futuro, prevedono gli esperti, Google potrebbe quindi affidarsi anche ad altri partner per commissionare televisori con capacità di navigazione on line.</p>
<p>La combinazione tra Internet e Tv ha subìto recentemente una forte accelerazione. A dispetto degli scarsi risultati degli anni scorsi. Lo dimostrano gli annunci, fatti sempre al Ces, da Sharp e Samsung, pronti a lanciare sul mercato nuove tv in grado di accedere a determinati servizi e contenuti multimediali, secondo gli accordi fatti con altri produttori.<span id="more-785"></span></p>
<p>Ma la spinta è evidente anche dopo che Apple e Microsoft hanno scommesso sul settore. Apple Tv è infatti uno dei modi più usati per accedere a contenuti Internet (tra cui lo stesso a You Tube) attraverso la televisione. Anche in questo caso, però, si accede solo a una gamma di prodotti selezionati.</p>
<p>Finora le tv, con capacità di navigazione, non hanno avuto grande fortuna. Colpa dei costi, ancora troppo alti, degli apparecchi televisivi, ma anche della scarsità di contenuti accessibili. I video disponibili in Rete non hanno spesso un formato idoneo per il mezzo televisivo.</p>
<p>Ma l&#8217;ingresso nel settore del colosso della ricerca sembra preannunciare cambiamenti di rilievo. In Europa bisognerà in ogni caso aspettare di più, prima di vedere le prime applicazioni frutto dell&#8217;accordo. La nuova tv verrà infatti lanciata inizialmente in Nord America, per estendersi poi a macchia in tutto il continente americano.</p>
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		<title>Microsoft, dalla Ue mega-multa per abuso di posizione dominante</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Feb 2008 10:52:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La commissione Ue ha inflitto una multa di 899 milioni di euro a Microsoft. Il gigante dell&#8217;informatica è accusato di aver continuato ad abusare della sua posizione dominante anche dopo la condanna della Commissione Ue nel marzo del 2004, che già costò al gruppo di Bill Gates una supermulta da 497 milioni di euro. &#8220;E&#8217; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/11/logo-ue.thumbnail.gif" alt="Nuova regolamentazione UE delle telecomunicazioni" title="Nuova regolamentazione UE delle telecomunicazioni" align="left" border="1" />La commissione Ue ha inflitto una multa di 899 milioni di euro a Microsoft. Il gigante dell&#8217;informatica è accusato di aver continuato ad abusare della sua posizione dominante anche dopo la condanna della Commissione Ue nel marzo del 2004, che già costò al gruppo di Bill Gates una supermulta da 497 milioni di euro. &#8220;E&#8217; la prima volta in 50 anni che la Commissione Ue ha inflitto una multa per mancato rispetto di una decisione antitrust&#8221;, ha affermato il commissario Ue alla concorrenza Neelie Kroes. &#8220;Questa multa si riferisce quindi a una questione passata che è stata risolta&#8221;, è la replica dell&#8217;azienda americana.</p>
<p>Bruxelles accusa la società Usa di non aver rispettato gli obblighi fissati nella decisione del marzo 2004 entro il termine previsto del 22 ottobre 2007, continuando ad imporre &#8220;prezzi eccessivi e irragionevoli&#8221; per poter accedere alla propria documentazione informatica, in modo da rendere più difficile il dialogo tra i propri sistemi e quelli di gruppi concorrenti.</p>
<p>La decisione della Commissione Ue del marzo del 2004, confermata dal Tribunale di prima istanza dell&#8217;Ue nel settembre 2007, accusava Microsoft di &#8220;non aver divulgato la necessaria documentazione di interfaccia che dovrebbe permettere a gruppi di lavoro di altre società di assicurare, a prezzi ragionevoli, una piena interoperabilità col sistema Windows&#8221;. Per questo il colosso dell&#8217;informatica fu multato con 497 milioni di euro.</p>
<p>Nonostante ciò, secondo l&#8217;Antitrust Ue, Microsoft ha continuato a fornire licenze di accesso alle informazioni sull&#8217;interoperabilità senza rispettare i criteri fissati da Bruxelles, che indicavano la fissazione di &#8220;prezzi ragionevoli&#8221;. Di fatto - secondo la Commissione Ue - il gruppo Usa ha continuato a rendere molto difficile, se non impossibile, l&#8217;acquisto di tali informazioni da parte dei gruppi concorrenti, rendendo più che problematico il dialogo tra i sistemi Microsoft e quelli di altri gruppi informatici.<span id="more-784"></span></p>
<p>Con la multa da 497 milioni di euro del 2004 l&#8217;Antitrust comunitario aveva ordinato a Microsoft di garantire l&#8217;interoperabilità dei suoi programmi ai suoi rivali, cioè la possibilità per i concorrenti di costruire software che funzionassero anche con Windows. L&#8217;azienda aveva reagito aprendo un contenzioso legale con la Commissione durato più di tre anni, facendosi pagare nel frattempo dai concorrenti costose licenze per le informazioni tecniche sui suoi programmi.</p>
<p>A settembre dell&#8217;anno scorso il Tribunale di primo grado della Corte di giustizia europea ha dato ragione alla Commissione: il colosso informatico è colpevole di abuso di posizione dominante per aver rifiutato di dare ai concorrenti le informazioni necessarie per assicurare l&#8217;interoperabilità e per aver incorporato il programma Windows Media Player nel suo sistema operativo.</p>
<p>Il 22 ottobre del 2007 il gigante americano del software ha alzato bandiera bianca, e in una cena a Rotterdam con il commissario Ue alla Concorrenza Neelie Kroes l&#8217;amministratore di delegato di Microsoft, Steve Ballmer, ha assicurato che non avrebbe fatto ricorso contro la decisione della Corte Ue e che si sarebbe adeguato alle richieste di Bruxelles. Le licenze sulle informazioni sono state così ridotte da oltre il 5 per cento delle entrate previste dai concorrenti per i prodotti compatibili con Windows allo 0,4 per cento, più una tantum di 10.000 euro.</p>
<p>&#8220;La Commissione europea lo scorso ottobre ha annunciato che Microsoft stava rispettando in pieno la decisione del 2004: questa multa si riferisce quindi a una questione passata che è stata risolta&#8221;. E&#8217; la replica dell&#8217;azienda americana. In una nota, Microsoft osserva che &#8220;come dimostrato la scorsa settimana, con i nuovi principi di interoperabilità e azioni specifiche destinate a incrementare l&#8217;apertura dei nostri prodotti, ora ci stiamo focalizzando su passi che in futuro possano migliorare ulteriormente la situazione&#8221;.</p>
<p>Ma per la Commissione, la decisione di oggi sancisce il fatto che le licenze che Microsoft si è fatta pagare prima del 22 ottobre del 2007, e dopo la seconda multa da 280 milioni di euro del 12 luglio del 2006, erano &#8220;irragionevoli&#8221;.</p>
<p>Microsoft, ha commentato Neelie Kroes nella nota, &#8220;è stata la prima azienda in cinquant&#8217;anni di politica della concorrenza europea che la Commissione ha dovuto multare per non essersi adeguata ad una decisione dell&#8217;Antitrust&#8221;. La Kroes ha spiegato in dettaglio che dopo la decisione antitrust del 2004 con la multa di 497 milioni di euro, nel luglio 2006 la Commissione impose una multa giornaliera di 1,5 milioni di euro per un ammontare complessivo di 280,5 milioni di euro. Le multe sommate danno un totale di 1,676 miliardi di euro. Dunque la multa contro Microsoft, oggi, avrebbe potuto essere fino a 1,5 miliardi di euro.</p>
<p>Ora, ha concluso il commissario europeo, &#8220;spero che la decisione di oggi chiuda un capitolo oscuro&#8221; nel passato dell&#8217;azienda e che &#8220;la futura condotta di Microsoft sia basata sui principi confermati dalla sentenza del Tribunale di primo grado della Corte Ue del settembre 2007&#8243;. Ma, ammonisce l&#8217;Antitrust comunitario, &#8220;i detentori delle licenze possono sollevare ulteriori questioni sull&#8217;accesso alle informazioni e Microsoft deve mantenere le informazioni aggiornate e correggere gli errori costantemente&#8221;.</p>
<p>Inoltre il 14 gennaio di quest&#8217;anno la Commissione ha aperto due nuovi filoni di indagini sul comportamento di Microsoft, sempre sul problema interoperabilità. Questa volta nel mirino della Kroes è il pacchetto di programmi &#8220;Office&#8221; e l&#8217;accorpamento del browser &#8220;Explorer&#8221; nel sistema Windows.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>ADSL centralizzato, come ridurre le spesi in condominio</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Feb 2008 07:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>webmaster</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[E’ già diffuso in alcuni piccoli contesti del Milanese con massimo 5-6 unità, ma la speranza è che presto venga diffuso ad altre zone. Stiamo parlando di una ADSL “condominiale”, una connessione centralizzata all’interno del palazzo che viene poi condivisa attraverso un impianto (tipicamente router wireless con extender oppure in pochi casi impiantistica vera e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://webprato.siadsl.it"><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/07/siadsl.thumbnail.gif" title="ADSL centralizzato, come ridurre le spesi in condominio" alt="ADSL centralizzato, come ridurre le spesi in condominio" align="left" border="1" /></a>E’ già diffuso in alcuni piccoli contesti del Milanese con massimo 5-6 unità, ma la speranza è che presto venga diffuso ad altre zone. Stiamo parlando di una ADSL “condominiale”, una connessione centralizzata all’interno del palazzo che viene poi condivisa attraverso un impianto (tipicamente router wireless con extender oppure in pochi casi impiantistica vera e propria di LAN) ai singoli appartamenti. Ovviamente come tutte le soluzioni anche questa ha i suoi pro ed i suoi contro che dipendono in larga parte dal contesto in cui viene inserita. Cerchiamo di analizzare assieme la convenienza o meno di un simile progetto considerando anche che questa soluzione risulta particolarmente efficace in zone raggiunte dalla fibra ottica (in grado di raggiungere una connettività anche di 100 Mbps).</p>
<p>Il vantaggio principale è sicuramente identificato nell’abbattimento dei costi. E’ infatti possibile avere una sola linea esterna ad alta velocità (dipendente ovviamente dalla quantità di utenti presenti) eventualmente anche VoIP permettendo così di risparmiare su canoni, tasse e servizi aggiuntivi. D’altro canto per la legge d’azione e reazione la convenienza si basa sull’adesione al servizio da parte di tutti gli utenti del condominio; in caso contrario si rischia di superare i costi individuali ed avere un servizio di eccellenza magari non sfruttato. Un altro vantaggio è la possibilità di mantenere alti volumi di traffico nei momenti di minor carico; per fare ciò è necessario utilizzare sul router un apparecchio di controllo della bandwith in base alla saturazione di rete, al numero di persone connesse etc (è importante mantenere sempre un livello di bandwith accettabile da parte dell’utente quindi il taglio di banda richiesto al provider dipenderà in larga parte dal numero di unità presenti sulla rete).<span id="more-781"></span></p>
<p>Un altro vantaggio è l’abbattimento dei costi di manutenzione. Un condominio o comunque un contesto multiutenza vedrà dividere le spese di manutenzione dell’impiantistica (deterioramento di cavi, antenne ed altre componenti) anche se contemporaneamente i costi di impianto iniziali saranno più alti che per la persona singola (seppur divisi).</p>
<p>Tirando le somme l’ADSL gestito a livello centralizzato può essere una buona soluzione per contesti omogenei (richiesta diffusa se non unanime di una connessione alta velocità) e tendenzialmente di nuova costruzione (per poter facilitare l’impiantistica) anche se non viene esclusa la possibilità di utilizzarli in strutture datate; vedremo come si evolverà la situazione precisando che la diffusione o meno di questa pratica dipenderà unicamente dalla volontà della gente.</p>
<p>Fonte: www.oneadsl.it</p>
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		<title>WiMax, continua l&#8217;asta dei record. Chiusa la gara in altre due aree</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 17:00:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È passata l&#8217;ottava giornata della gara WiMax, si è arrivati a quota 130 milioni di euro, e ancora non è finita l&#8217;asta: si proseguirà domani; anche oggi ci sono stati molti rilanci (per un totale di 7 milioni) e un&#8217;agguerrita competizione, ma ormai siamo agli sgoccioli: solo in tre aree la gara è ancora aperta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/01/wimax_logo.thumbnail.gif" title="WiMax, continua l'asta dei record. Chiusa la gara in altre due aree" alt="WiMax, continua l'asta dei record. Chiusa la gara in altre due aree" align="left" border="1" />È passata l&#8217;ottava giornata della gara WiMax, si è arrivati a quota 130 milioni di euro, e ancora non è finita l&#8217;asta: si proseguirà domani; anche oggi ci sono stati molti rilanci (per un totale di 7 milioni) e un&#8217;agguerrita competizione, ma ormai siamo agli sgoccioli: solo in tre aree la gara è ancora aperta. Oggi si sono chiuse nella zona uno (Lombardia, Bolzano, Trento) e cinque (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria). A vincere in area uno, per le licenze macroregionali, sono Ariadsl ed E-Via. L&#8217;offerta record è della prima: 11 milioni di euro. È la più alta in assoluto, per questa asta. La licenza regionale della Lombardia andrà invece a A. F. T. La gara è chiusa nel senso che non ci saranno più rilanci in questa zona; il Ministero assegnerà le licenze nelle prossime settimane, formalmente, dopo gli accertamenti di prassi sulle offerte.</p>
<p>Ariadsl si conferma essere la sorpresa di questa gara WiMax: sta riuscendo a strappare licenze grazie a forti rilanci, finanziati da fondi di venture esteri (americano-israeliani). Vince quindi anche in area cinque, con Telecom Italia, per le licenze macro regionali. In tutte le licenze regionali di quest&#8217;area vince invece A. F. T.<span id="more-780"></span></p>
<p>Si combatte ancora in area due (Valle d&#8217;Aosta-Piemonte-Liguria-Toscana), area quattro (Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise) e Sicilia. &#8220;Nei diritti regionali della zona due la parte del leone sembra essere stata assunta da Mgm Productions (Odeon Tv), che sarebbe in testa in particolare in Toscana e in Liguria&#8221;, commentano dallo studio Lidis, avvocati specializzati in diritto di Internet e attenti osservatori di quest&#8217;asta WiMax.</p>
<p>Oggi si sono ritirate Teleinform e Abruzzo Engineering. Non resta più in gara, quindi, nessuna azienda con capitale misto pubblico-privato. I partecipanti ora sono dieci.</p>
<p>Avendo raggiunto quota 130 milioni di euro, l&#8217;asta italiana diventa la più ricca in Europa, tra quelle con cui sono state assegnate licenze WiMax (il primato finora è stato francese, con 125 milioni di euro).<br />
Un risultato che segna, a sorpresa, un grande successo per il Ministero delle Comunicazioni. Nessuno aveva previsto, prima della gara, una competizione così accesa e con tanti forti rilanci.</p>
<p>Fotne: www.repubblica.it</p>
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		<title>Google: l&#8217;indirizzo IP non identifica nessuno</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 08:00:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;indirizzo IP è un dato personale? Nella maggior parte dei casi no: non consente di risalire alla persona che si trova dietro lo schermo. È Google a ribadire la propria posizione nel dibattito sorto il mese scorso in seno alla Commissione Europea.
Era stato l&#8217;Article 29 Data Protection Working Party a sollevare la questione: l&#8217;indirizzo IP [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/11/ipv4-6.thumbnail.gif" title="Google: l'indirizzo IP non identifica nessuno" alt="Google: l'indirizzo IP non identifica nessuno" align="left" border="1" />L&#8217;indirizzo IP è un dato personale? Nella maggior parte dei casi no: non consente di risalire alla persona che si trova dietro lo schermo. È Google a ribadire la propria posizione nel dibattito sorto il mese scorso in seno alla Commissione Europea.</p>
<p>Era stato l&#8217;Article 29 Data Protection Working Party a sollevare la questione: l&#8217;indirizzo IP dovrebbe essere considerato alla stregua di un dato personale e come tale dovrebbe essere sottoposto ad appropriate tutele, aveva chiesto il Garante della Privacy tedesco Peter Schaar, in attesa di un report che indirizzerà l&#8217;attività regolatoria della Comunità Europea.</p>
<p>Per tornare a chiarire la propria posizione alla luce del monito di Schaar, Google ha riattizzato il dibattito postando sul proprio Public Policy Blog e intessendo un dialogo con chi in rete ha affrontato l&#8217;argomento. BigG ne è convinta: l&#8217;indirizzo IP non può essere nemmeno paragonato ad un dato personale, almeno per quanto riguarda l&#8217;uso che ne fanno i motori di ricerca.</p>
<p>A chiarire la posizione di BigG è Alma Whitten, software engineer del colosso di Mountain View: &#8220;Dire che gli indirizzi IP sono in ogni caso dei dati personali è un&#8217;affermazione che suggerisce in maniera non corretta che ogni indirizzo IP possa essere associato ad un determinato individuo&#8221;. Lo dimostrano i fatti. In primo luogo i provider che assegnano l&#8217;indirizzo IP con cui l&#8217;utente viene rappresentato online, sovente attribuiscono indirizzi IP dinamici. Chi si collega a mezzo PDA o laptop e approfitta della connettività in diversi ambienti, inoltre, si mostra online con indirizzi IP diversi a seconda del fatto che si connetta dal lavoro, piuttosto che da un aeroporto, da casa o da un Internet Café. Solo i provider sanno associare l&#8217;IP ad un sottoscrittore. Ma nemmeno il provider, ricorda Whitten, ha la certezza di sapere chi agisce dietro l&#8217;IP: gli abbonamenti a Internet sono condivisi fra membri di una famiglia.<span id="more-779"></span></p>
<p>Nessuna possibilità quindi, per Google, di tracciare i comportamenti degli utenti e di costruire superprofili da bombardare con pubblicità e servizi ad hoc: l&#8217;indirizzo IP continuerà ad essere utilizzato per sventare le click fraud, per una blanda personalizzazione dei servizi, per estrarre trend su cui innestare strategie di marketing. Sulla base di queste argomentazioni, Whitten conclude che &#8220;gli indirizzi IP registrati da ciascun sito sul Pianeta senza l&#8217;aggiunta di alcune informazioni non possono essere considerati dati personali, poiché i siti web non possono identificare le persone che stanno dietro a queste stringhe di numeri&#8221;.</p>
<p>Ma c&#8217;è chi dissente: un&#8217;operazione certosina di composizione del puzzle informativo potrebbe trasformare l&#8217;IP in un dato personale, in un anello di congiunzione tra una persona e il proprio comportamento in rete. A sostenerlo è Mark Rotenberg, rappresentante di Electronic Privacy Information Center (EPIC), a sottolinearlo è il New York Times: conoscere l&#8217;indirizzo IP di qualcuno in un determinato momento sblocca l&#8217;accesso ad altre informazioni riguardo alla vita della persona alla quale è assegnato, è una sorta di dato personale parziale.</p>
<p>Ma è questa un&#8217;operazione possibile solo per gli ISP, non per un motore di ricerca, ribatte Google attraverso le parole di Matt Cutts: &#8220;Ancora tante persone ritengono che la privacy sia minata dai motori di ricerca invece che dagli ISP, anche se alcuni ISP vendono le sessioni online degli utenti a terze parti&#8221;.</p>
<p>Sulla stessa linea il commento di Peter Fleischer, responsabile della privacy per il gigante di Mountain View: Google non può risalire alla persona che effettua una ricerca. Non è in grado di farlo perché l&#8217;utente potrebbe condividere l&#8217;indirizzo IP con altri utenti, con persone che si servono della stessa macchina.</p>
<p>La differenza, chiosa Fleischer, risiede nella differenza tra identificazione e individualizzazione: l&#8217;indirizzo IP, per come viene sfruttato da Google, può individualizzare e personalizzare un servizio in base alle informazioni che l&#8217;indirizzo IP reca con sé, ma non può in alcun modo identificare una persona. Le leggi sulla privacy, ribadisce Fleischer, dovrebbero regolamentare le situazioni in cui l&#8217;identità della persone è esposta. Regolamentare l&#8217;individualizzazione, invece, non solo esulerebbe dalla protezione della riservatezza, ma rappresenterebbe un ostacolo all&#8217;innovazione.</p>
<p>Fonte: www.punto-informatico.it</p>
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		<title>ISP pachistano blocca YouTube per due ore</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 17:57:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Due ore di totale black out di YouTube fanno notizia, anche se spesso il server è down, ma ancora di più va sottolineato come il problema fosse totalmente fuori dal controllo di Google. Che non ci fossero cartelli di scuse che promettevano di tornare a breve e cose simili non poteva che essere il preludio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/youtube_logo.thumbnail.jpg" title="ISP pachistano blocca YouTube per due ore" alt="ISP pachistano blocca YouTube per due ore" align="left" border="1" />Due ore di totale black out di YouTube fanno notizia, anche se spesso il server è down, ma ancora di più va sottolineato come il problema fosse totalmente fuori dal controllo di Google. Che non ci fossero cartelli di scuse che promettevano di tornare a breve e cose simili non poteva che essere il preludio di qualcosa di diverso e di più importante.</p>
<p>Infatti non si trattava di manutenzione o di qualche problema interno all&#8217;azienda, ma la causa va cercata all&#8217;esterno. Dopo due ore di rincorse, indagini e tentativi di ripristinare l&#8217;accaduto si è scoperto che a causare il blackout era stato un ISP pachistano che, nel tentativo di bloccare l&#8217;accesso al sito di condivisione video, aveva invece causato un blocco totale in tutto il mondo, attirando a sè le richieste destinate a YouTube. La BBC accredita all&#8217;ISP ed alla Pakistan Telecom l&#8217;origine del misfatto.</p>
<p>Il motivo scatenante il blocco è stato nel fatto che il service provider PCCW aveva deciso di non permettere ai suoi clienti di accedere ad un sito dove erano visibili dei cartoni danesi che prendono in giro Maometto. Ma la tecnica usata per bloccare l&#8217;accesso è stata portata avanti con metodologia sbagliata. L&#8217;azienda pachistana ha infatti dirottato l&#8217;IP di YouTube e ha passato le informazioni attraverso i suoi server così che le richieste di connessione arrivassero all&#8217;ISP e potessero essere bloccate. Le informazioni sono perà state mandate per errore agli altri ISP nel mondo che hanno bloccato anch&#8217;essi l&#8217;accesso dirottandolo nel buco nero creato da PCCW.<span id="more-778"></span></p>
<p>Per porre riparo all&#8217;accaduto è stato necessario contattare proprio PCCW. Da YouTube si dichiara di non voler credere in un&#8217;azione portata avanti con dolo, ma solo ad un errore. Ad ogni modo anche la sola decisione di applicare una censura ai video in rete sta causando problemi in Pakistan dove l&#8217;opinione pubblica cominciare a dare seri segni di insofferenza. Nel paese orientale YouTube continua ad ora ad essere censurato e dalla Pakistan Telecommunication Authority è giunta espressa richiesta di rimozione del video come requisito fondamentale al ripristino dell&#8217;accesso al sito nel paese.</p>
<p>Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Wimax, giornata sette</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 18:05:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Settima giornata di miglioramenti competitivi per l&#8217;attribuzione delle licenze Wimax sul mercato italiano. Come di consueto il Ministero delle Comunicazioni a fine giornata ha diramato i risultati della giornata indicando l&#8217;aumento della cifra complessiva e registrando i gruppi dileguatisi tra le varie fasi di rilancio.
Recita il bollettino di giornata (estesasi per l&#8217;occasione su 6 diverse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.net/news/wp-content/uploads/2008/01/wimax_logo.thumbnail.gif" title="Wimax, giornata sette" alt="Wimax, giornata sette" align="left" border="1" />Settima giornata di miglioramenti competitivi per l&#8217;attribuzione delle licenze Wimax sul mercato italiano. Come di consueto il Ministero delle Comunicazioni a fine giornata ha diramato i risultati della giornata indicando l&#8217;aumento della cifra complessiva e registrando i gruppi dileguatisi tra le varie fasi di rilancio.</p>
<p>Recita il bollettino di giornata (estesasi per l&#8217;occasione su 6 diverse tornate di rilancio): «Alla fine della giornata, la cifra complessiva raggiunta dalla gara è stata pari a euro 123.000.000 circa, con un incremento del 150% rispetto agli iniziali valori della base d&#8217;asta. In particolare nella giornata odierna si è registrato un incremento, rispetto all&#8217;ultima tornata, di euro 10.000.000 milioni».</p>
<p>Le aree di gara risultano essere ancora tutte attive, 15 i partecipanti ancora in gara. Unico abbandono della giornata è quello della Media P.A.</p>
<p>La prossima giornata di miglioramenti competitivi, l&#8217;ottava, è prevista per martedì 26 febbraio, ore 10.30. Ogni dettaglio sulle cifre offerte è contenuto nel riassunto distribuito dal ministero nell&#8217;apposito file pdf. L&#8217;unica certezza al momento è nell&#8217;importante cifra raggiunta dall&#8217;asta, segno inequivocabile dell&#8217;importanza della tecnologia Wimax nella realizzazione di particolari ponti di connettività sul particolare territorio del nostro Bel Paese.</p>
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		<title>ISP pachistano blocca YouTube per due ore</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Feb 2008 17:57:22 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.toso.net/news/wp-content/uploads/2008/02/youtube_logo.thumbnail.jpg" title="ISP pachistano blocca YouTube per due ore" alt="ISP pachistano blocca YouTube per due ore" align="left" border="1" />Due ore di totale black out di YouTube fanno notizia, anche se spesso il server è down, ma ancora di più va sottolineato come il problema fosse totalmente fuori dal controllo di Google. Che non ci fossero cartelli di scuse che promettevano di tornare a breve e cose simili non poteva che essere il preludio di qualcosa di diverso e di più importante.</p>
<p>Infatti non si trattava di manutenzione o di qualche problema interno all&#8217;azienda, ma la causa va cercata all&#8217;esterno. Dopo due ore di rincorse, indagini e tentativi di ripristinare l&#8217;accaduto si è scoperto che a causare il blackout era stato un ISP pachistano che, nel tentativo di bloccare l&#8217;accesso al sito di condivisione video, aveva invece causato un blocco totale in tutto il mondo, attirando a sè le richieste destinate a YouTube. La BBC accredita all&#8217;ISP ed alla Pakistan Telecom l&#8217;origine del misfatto.</p>
<p>Il motivo scatenante il blocco è stato nel fatto che il service provider PCCW aveva deciso di non permettere ai suoi clienti di accedere ad un sito dove erano visibili dei cartoni danesi che prendono in giro Maometto. Ma la tecnica usata per bloccare l&#8217;accesso è stata portata avanti con metodologia sbagliata. L&#8217;azienda pachistana ha infatti dirottato l&#8217;IP di YouTube e ha passato le informazioni attraverso i suoi server così che le richieste di connessione arrivassero all&#8217;ISP e potessero essere bloccate. Le informazioni sono perà state mandate per errore agli altri ISP nel mondo che hanno bloccato anch&#8217;essi l&#8217;accesso dirottandolo nel buco nero creato da PCCW.<span id="more-56"></span></p>
<p>Per porre riparo all&#8217;accaduto è stato necessario contattare proprio PCCW. Da YouTube si dichiara di non voler credere in un&#8217;azione portata avanti con dolo, ma solo ad un errore. Ad ogni modo anche la sola decisione di applicare una censura ai video in rete sta causando problemi in Pakistan dove l&#8217;opinione pubblica cominciare a dare seri segni di insofferenza. Nel paese orientale YouTube continua ad ora ad essere censurato e dalla Pakistan Telecommunication Authority è giunta espressa richiesta di rimozione del video come requisito fondamentale al ripristino dell&#8217;accesso al sito nel paese.</p>
<p>Fonte: www.webnews.it</p>
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		<title>Wimax, giornata sette</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 18:05:17 +0000</pubDate>
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Recita il bollettino di giornata (estesasi per l&#8217;occasione su 6 diverse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/01/wimax_logo.thumbnail.gif" title="Asta WiMax, arrivate 29 offerte" alt="Asta WiMax, arrivate 29 offerte" align="left" border="1" />Settima giornata di miglioramenti competitivi per l&#8217;attribuzione delle licenze Wimax sul mercato italiano. Come di consueto il Ministero delle Comunicazioni a fine giornata ha diramato i risultati della giornata indicando l&#8217;aumento della cifra complessiva e registrando i gruppi dileguatisi tra le varie fasi di rilancio.</p>
<p>Recita il bollettino di giornata (estesasi per l&#8217;occasione su 6 diverse tornate di rilancio): «Alla fine della giornata, la cifra complessiva raggiunta dalla gara è stata pari a euro 123.000.000 circa, con un incremento del 150% rispetto agli iniziali valori della base d&#8217;asta. In particolare nella giornata odierna si è registrato un incremento, rispetto all&#8217;ultima tornata, di euro 10.000.000 milioni».</p>
<p>Le aree di gara risultano essere ancora tutte attive, 15 i partecipanti ancora in gara. Unico abbandono della giornata è quello della Media P.A.</p>
<p>La prossima giornata di miglioramenti competitivi, l&#8217;ottava, è prevista per martedì 26 febbraio, ore 10.30. Ogni dettaglio sulle cifre offerte è contenuto nel riassunto distribuito dal ministero nell&#8217;apposito file pdf. L&#8217;unica certezza al momento è nell&#8217;importante cifra raggiunta dall&#8217;asta, segno inequivocabile dell&#8217;importanza della tecnologia Wimax nella realizzazione di particolari ponti di connettività sul particolare territorio del nostro Bel Paese.</p>
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		<title>Sgominata rete cracker da 44 milioni di dollari</title>
		<link>http://www.toso.net/news/sgominata-rete-cracker-da-44-milioni-di-dollari/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 07:00:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Avevano allestito una vera e propria rete criminale per danneggiare i sistemi informatici di numerose aziende e società. Operativi principalmente nel Quebec (Canada), diciassette pirati informatici hanno portato a segno numerose attività illecite prima di essere rintracciati e arrestati dalle forze di polizia. Secondo una prima stima effettuata dagli inquirenti, il gruppo di cracker avrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/12/hacker1.thumbnail.gif" alt="Sgominata rete cracker da 44 milioni di dollari" title="Sgominata rete cracker da 44 milioni di dollari" align="left" border="1" />Avevano allestito una vera e propria rete criminale per danneggiare i sistemi informatici di numerose aziende e società. Operativi principalmente nel Quebec (Canada), diciassette pirati informatici hanno portato a segno numerose attività illecite prima di essere rintracciati e arrestati dalle forze di polizia. Secondo una prima stima effettuata dagli inquirenti, il gruppo di cracker avrebbe causato danni per oltre 44 milioni di dollari.</p>
<p>Specializzati nelle attività di spamming e phishing, i pirati informatici installavano all&#8217;insaputa degli utenti dei &#8220;botnet&#8221;, particolari applicativi programmati per inviare messaggi di posta elettronica a raffica sfruttando la connessione del computer infettato. Utilizzando altri malware, i cracker erano in grado di assumere pieno controllo dei PC per mascherare i loro attacchi ai siti web, generalmente organizzati per sottrarre dati e informazioni personali come numeri di conto corrente per accedere ai servizi di home banking.</p>
<p>Le cifre di questa task force di pirati informatici sono a dir poco impressionanti e testimoniano la grande pervasività raggiunta dal loro network criminale. Operando da una dozzina di città diverse del Quebec, i diciassette cracker erano riusciti a creare una rete internazionale senza confini e costantemente in espansione. In pochi mesi, i diciassette pirati informatici ora tratti in arresto sono riusciti a infettare 39.000 computer in Polonia, 28.000 in Brasile e 26.000 in Messico. L&#8217;operazione ha interessato numerosi altri paesi, ma con una quantità di computer infettati per nazione molto minore. Secondo gli inquirenti, la rete criminale avrebbe compiuto circa 100.000 intrusioni in un centinaio di stati nazionali.<span id="more-775"></span></p>
<p>I diciassette pirati informatici arrestati dalla polizia del Quebec sono giovanissimi, con età medie che oscillano tra i 17 e i 26 anni; stando alle forze di polizia tre non sarebbero nemmeno maggiorenni. Per i membri della rete criminale da poco smantellata si prospetta ora un difficile processo. Se le accuse dovessero essere confermate, i pirati informatici potrebbero essere condannati a scontare fino a dieci anni di carcere.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.webnews.it/">www.webnews.it</a></p>
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		<title>L&#8217;asta WiMax stabilisce il record a quota 123 milioni di euro</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 15:00:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;asta WiMax italiana ha toccato il record, oggi, durante la settima giornata di rilanci: 123 milioni di euro già totalizzati, comunque destinati ad aumentare perché la gara non è finita (riprenderà martedì). L&#8217;asta italiana è posizionata così per essere la più ricca in Europa, anche se la conferma potrà arrivare solo con le aggiudicazioni formali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/01/wimax_logo.thumbnail.gif" alt="L'asta WiMax stabilisce il record a quota 123 milioni di euro" title="L'asta WiMax stabilisce il record a quota 123 milioni di euro" align="left" border="1" />L&#8217;asta WiMax italiana ha toccato il record, oggi, durante la settima giornata di rilanci: 123 milioni di euro già totalizzati, comunque destinati ad aumentare perché la gara non è finita (riprenderà martedì). L&#8217;asta italiana è posizionata così per essere la più ricca in Europa, anche se la conferma potrà arrivare solo con le aggiudicazioni formali e gli accertamenti sulle offerte fatte (tra qualche settimana, spiegano dal ministero delle Comunicazioni). Oggi sembra chiusa ormai la partita nell&#8217;area di gara 3, dove Ariadsl ed E-Via hanno le migliori offerte per le licenze macro regionali (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche). In teoria gli altri soggetti in gara (15, in tutto) potrebbero rilanciare ancora martedì, ma la cosa sembra improbabile perché oggi hanno lasciato campo libero, senza reagire, alle aziende adesso titolari delle offerte migliori.</p>
<p>Telecom Italia si è distinta meno, oggi rispetto a ieri, ma resta in testa (per le licenze macroregionali) in area 2 (Valle d&#8217;Aosta, Piemonte, Liguria, Toscana), area 4 (Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise) e area 5 (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria), in tutti i casi insieme con Ariadsl, che domina anche in Sicilia.</p>
<p>Ed è proprio Ariadsl la rivelazione di quest&#8217;asta WiMax: ha fatto rilanci fortissimi, grazie a fondi esteri su cui può contare, toccando il record di 11 milioni di euro con un&#8217;offerta in area 1 (Lombardia, Bolzano, Trento), dove è testa a testa con E-Via (Retelit) e dove Telecom si è ritirata.</p>
<p>Chiusa già da ieri la gara in Sardegna, perché restano tre concorrenti su tre licenze disponibili (Telecom, Ariadsl e A. F. T.). &#8220;Meno attiva oggi A. F. T., non potendo resistere alla battaglia a suon di milioni tra Ariadsl ed E-Via né alla forza di Telecom Italia&#8221;, spiegano dallo studio Lidis, avvocati esperti in internet e diritto d&#8217;autore. &#8220;A. F. T., con un&#8217;inversione di strategia rispetto ai giorni precedenti, decide quindi di fare offerte importanti in tutti i diritti regionali della zona 5, in Lazio e in Veneto, dove si pone in testa&#8221;. <span id="more-774"></span></p>
<p>In Toscana ora invece è in testa Mgm (Odeon Tv), in Piemonte (E-Via), in Liguria Energia e Territorio. Infracom/Acanto regge in Emilia Romagna. Buona la partita di Assomax/Nettare, consorzio di piccole imprese, ora in testa in Friuli Venezia Giulia.</p>
<p>Tanta agguerrita competizione, nonostante l&#8217;assenza di Wind, Fastweb, Mediaset, Tiscali, Vodafone e 3 Italia, sta rendendo l&#8217;asta italiana un successo inaspettato. Il valore ha già superato del 150 per cento la base d&#8217;asta. Segno che da noi il mercato ha molto interesse a sviluppare questa tecnologia, per offrire banda larga nelle zone del digital divide. Il tutto, nonostante i ritardi italiani nel bandire l&#8217;asta (pari circa un anno, rispetto agli altri grandi Paesi europei, dove questi servizi sono già disponibili al pubblico) e la minore disponibilità di spettro radio (124 MHz, contro i soliti 200 MHz messi al bando altrove).</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/">www.repubblica.it</a></p>
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		<title>OpenDNS: i filtri li fai tu</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 07:00:42 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ci sono filtri e filtri. E non sempre sono imposti dall&#8217;alto, non sempre sono &#8220;censura&#8221;. Per venire incontro ad amministratori di sistema e surfer che sentono il bisogno di limitare l&#8217;accesso sulla propria rete o sui propri computer a certe tipologie di domini, OpenDNS lancia un sistema di website filtering che parte dal basso: a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/09/stop_button.thumbnail.jpg" alt="OpenDNS: i filtri li fai tu" title="OpenDNS: i filtri li fai tu" align="left" border="1" />Ci sono filtri e filtri. E non sempre sono imposti dall&#8217;alto, non sempre sono &#8220;censura&#8221;. Per venire incontro ad amministratori di sistema e surfer che sentono il bisogno di limitare l&#8217;accesso sulla propria rete o sui propri computer a certe tipologie di domini, OpenDNS lancia un sistema di website filtering che parte dal basso: a decidere cosa va contrassegnato come sconveniente lo decidono i navigatori.</p>
<p>Il meccanismo di funzionamento è semplice. Quando si trova un sito per adulti, oppure uno di scommesse, o magari uno spazio che parla di P2P, ci si può recare su una pagina dedicata ed inserirvi la URL, contrassegnandola con una categoria. Di tag utilizzabili ce ne sono decine, e descrivono in termini generici i contenuti del dominio: gioco, razzismo, news, social network, video sharing etc. Per inserire un indirizzo non compreso nell&#8217;elenco occorre registrarsi alla piattaforma.</p>
<p>Non che basti puntare il dito contro qualcuno per spedirlo direttamente all&#8217;inferno: per stabilire se l&#8217;attribuzione di una categoria è corretta, OpenDNS chiede l&#8217;aiuto dei suoi utenti. Chiunque, anche se non iscritto, può confermare o smentire il tipo di contenuto indicato per un certo sito: i server registrano i voti, li contano e vi attribuiscono un peso. Quando si raggiunge una soglia prefissata, soltanto allora, scatta l&#8217;inserimento ufficiale nella categoria suggerita dalla maggioranza dei votanti.<span id="more-773"></span></p>
<p>Per usufruire del servizio di filtraggio, opzionale ma gratuito, gli admin interessati devono impostare gli ormai celebri numerini di OpenDNS nella casella apposita dei propri router, e registrare l&#8217;IP pubblico della propria rete nel pannello presente sul sito. In pochi colpi di clic si alzeranno barriere personalizzate, e gli utenti che proveranno ad accedere al sito proibito riceveranno un avviso che spiega il motivo del blocco del sito, con tanto di possibilità di fare domande all&#8217;admin sui motivi della barriera o segnalare il dominio per una revisione della sua classificazione.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.punto-informatico.it/">www.punto-informatico.it</a></p>
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		<title>Asta WiMax, si ritira Mediaset</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 17:21:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Oggi Elettronica Industriale (gruppo Mediaset) si è ritirata dalla gara per le licenze WiMax, adesso in corso con la sesta giornata di rilanci. Lo conferma la stessa Mediaset a Repubblica.it: &#8220;La gara aveva raggiunto livelli di rilancio troppo elevati per i calcoli previsti nei nostri piani industriali&#8221;, spiega un portavoce. Ieri si era ritirata Fastweb. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/01/wimax_logo.thumbnail.gif" title="Asta WiMax, si ritira Mediaset" alt="Asta WiMax, si ritira Mediaset" align="left" border="1" />Oggi Elettronica Industriale (gruppo Mediaset) si è ritirata dalla gara per le licenze WiMax, adesso in corso con la sesta giornata di rilanci. Lo conferma la stessa Mediaset a Repubblica.it: &#8220;La gara aveva raggiunto livelli di rilancio troppo elevati per i calcoli previsti nei nostri piani industriali&#8221;, spiega un portavoce. Ieri si era ritirata Fastweb. Il solo<br />
grande nome a restare in gara è adesso Telecom Italia, essendosi ritirate nei giorni scorsi anche Wind e AirOne. Restano in gioco, presenziando molte aree, E-Via (Retelit), Ariadsl e A. F. T e poi una manciata di altri soggetti.</p>
<p>Secondo voci di corridoio, inoltre, oggi sarebbe stata aggiudicata la prima licenza WiMax italiana: sarebbe quella relativa alla regione Sardegna.</p>
<p>Elettronica industriale, proprietaria della rete di trasporto e diffusione del segnale del Gruppo Mediaset con 1.700 torri, era finora risultata in testa in molte delle aste per i lotti in gara. Molti osservatori si erano<br />
peraltro chiesti il motivo di tanto interesse dimostrato per le frequenze WiMax, azzardando varie ipotesi, compresa quella di un ingresso di Mediaset nelle telecomunicazioni che sarebbe stato il preludio di un eventuale avvicinamento a Telecom Italia. &#8220;Smentiamo in modo categorico queste voci&#8221;, dicono da Mediaset.<span id="more-772"></span></p>
<p>Altri avevano invece ipotizzato che Elettronica industriale puntasse alla valorizzazione degli impianti di trasmissione avendo come obiettivo quello di trasformarsi in una &#8216;Tower Company&#8217;. Era stata invece smentita dai fatti l&#8217;ipotesi di un utilizzo delle frequenze WiMax per diffondere il segnale televisivo analogico e digitale. Una soluzione impedita a priori dallo stesso bando di gara, che autorizza a usare le licenze WiMax solo per fare servizi banda larga mobile.</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>La grande svolta di Microsoft: cambia strategia e svela 30.000 pagine di codici</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Feb 2008 14:00:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Microsoft ha annunciato che apporterà alcuni &#8220;cambiamenti strategici&#8221; alla sua tecnologia e alle sue procedure di business per aumentare il grado di &#8216;openness&#8217; dei suoi prodotti e renderli dunque maggiormente integrabili con quelli commercializzati da altre aziende. Lo ha reso noto la stessa societa&#8217;, precisando che pubblichera&#8217; 30.000 pagine di documentazione che finora erano tenute [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/05/microsoft-logo.miniatura.jpg" title="La grande svolta di Microsoft: cambia strategia e svela 30.000 pagine di codici" alt="La grande svolta di Microsoft: cambia strategia e svela 30.000 pagine di codici" align="left" border="1" />Microsoft ha annunciato che apporterà alcuni &#8220;cambiamenti strategici&#8221; alla sua tecnologia e alle sue procedure di business per aumentare il grado di &#8216;openness&#8217; dei suoi prodotti e renderli dunque maggiormente integrabili con quelli commercializzati da altre aziende. Lo ha reso noto la stessa societa&#8217;, precisando che pubblichera&#8217; 30.000 pagine di documentazione che finora erano tenute sotto segreto.</p>
<p>&#8220;Si tratta di un passo importante nel modo in cui condividiamo le informazioni sui nostri prodotti e tecnologie&#8221;, ha detto il Ceo Steve Ballmer commentando le iniziative «open source».<br />
Ballmer ha spiegato nel corso di una conferenza stampa che Microsoft implementerà quattro nuovi principi di interoperabilità.</p>
<p>Secondo quanto spiegato dal Ceo, verranno assicurate «open connections», verrà favorità la «portabilità dei dati», aumentato il supporto per gli standard dell&#8217;industria del software e incentivate discussioni aperte con i clienti e gli altri operatori del comparto.</p>
<p>Ballmer ha spiegato che a suo parere, le modifiche introdotte dalla Microsoft dovrebbero aiutare nel superare le dispute in corso con l&#8217;antitrust europeo.</p>
<p><strong>LA UE E&#8217; SCETTICA</strong><span id="more-771"></span></p>
<p>La Commissione europea prende nota dell&#8217;annuncio da parte di Microsoft sulla revisione delle procedure per aumentare il grado di &#8216;apertura&#8217; dei prodotti per renderli integrabili con quelli dei concorrenti ma conferma che l&#8217;inchiesta in corso per violazione delle regole europee continua. &#8220;Ogni mossa verso una genuina interoperabilità è benvenuta - è scritto in una nota -, ma notiamo come l&#8217;annuncio di oggi segue almeno altri quattro annunci simili&#8221;.</p>
<p>Fonte: www.lanazione.it</p>
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		<title>Gara Wimax a quota 106 milioni, Fastweb si ritira</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 09:00:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La quinta giornata di rilanci dell&#8217;asta WiMax ha fatto un&#8217;altra vittima: Fastweb, che si è ritirata definitivamente dalla gara. Sono rimasti in 19 a contendersi le 35 licenze (dai 22 che erano ieri) e ormai dei grandi operatori solo Telecom Italia resta in gioco. E che gioco: il valore dell&#8217;asta ha toccato quota 106 milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/01/wimax_logo.thumbnail.gif" alt="Gara Wimax a quota 106 milioni, Fastweb si ritira" title="Gara Wimax a quota 106 milioni, Fastweb si ritira" align="left" border="1" />La quinta giornata di rilanci dell&#8217;asta WiMax ha fatto un&#8217;altra vittima: Fastweb, che si è ritirata definitivamente dalla gara. Sono rimasti in 19 a contendersi le 35 licenze (dai 22 che erano ieri) e ormai dei grandi operatori solo Telecom Italia resta in gioco. E che gioco: il valore dell&#8217;asta ha toccato quota 106 milioni di euro, con gli ultimi rilanci, e salirà ancora perché non è affatto finita. Nessuna delle licenze è stata ancora aggiudicata, infatti, perché sono tutte molto contese a suon di rilanci. Si appanna anche la partita di Mediaset (Elettronica Industriale): ora ha l&#8217;offerta migliore solo in Abruzzo, nelle altre aree si è fatta superare e già voci di corridoio parlano di un suo possibile ritiro domani.</p>
<p>Si distinguono di contro gli operatori medio-piccoli e oggi in particolare Ariadsl: ha l&#8217;offerta migliore per l&#8217;area 1 (Lombardia, Bolzano, Trento), 9 milioni di euro. Area presidiata anche da E-Via (gruppo Retelit) e dal provider A. F. T. (Linkem).</p>
<p>Telecom Italia è uscita dalla strategia di attesa e ha fatto per la prima volta grossi rilanci, tanto da presidiare tutte le altre aree. Ha l&#8217;offerta migliore per una delle licenze macro regionali nell&#8217;area 2 (Valle d&#8217;Aosta, Piemonte, Liguria, Toscana), area 3 (Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche), area 4 (Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise), area 5 (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria), Sicilia e Sardegna. Nell&#8217;area 2 è in testa anche A. F. T., mentre Infracom/Acanto continuano a primeggiare in Toscana; Mgm (Odeon Tv) è in Liguria, E-Via in Piemonte.</p>
<p>In area 3, per l&#8217;altra licenza macro regionale è in testa Ariadsl. A. F. T. è balzata in testa in Veneto, dove finora c&#8217;era incontrastata Fastweb, il cui ritiro è quindi una sorpresa. In area 4 ritroviamo Ariadsl e, in Lazio, A. F. T.</p>
<p>Mediaset è solo in Abruzzo, una delle licenze regionali meno costose (solo 525 mila euro la migliore offerta). Nelle ultime tornate di rilanci si è defilata dai rilanci e così &#8220;lascia presagire la possibile intenzione di non proseguire nella gara, decisione che potrebbe maturare nella giornata di domani&#8221;, spiega Fulvio Sarzana, avvocato esperto di diritto e internet e attento osservatore della gara WiMax. In area 5, Sicilia e Sardegna torna a distinguersi con le offerte, oltre a Telecom, Ariadsl.<span id="more-769"></span></p>
<p>L&#8217;asta riprenderà domani e proseguirà finché non saranno assegnate tutte le licenze. Una licenza è assegnata quando non ci sono più rilanci. L&#8217;asta WiMax italiana è sulla buona strada per fissare un record in Europa: potrebbe superare i 120 milioni di euro incassati dal governo francese in analoga circostanza. Segno che da noi il mercato ha molto interesse a sviluppare questa tecnologia, per offrire banda larga nelle zone del digital divide. Il tutto, nonostante i ritardi italiani nel bandire l&#8217;asta (circa un anno, rispetto agli altri grandi Paesi europei, dove questi servizi sono già disponibili al pubblico) e la minore disponibilità di spettro radio (124 MHz, contro i soliti 200 MHz messi al bando altrove).</p>
<p>Fonte: www.repubblica.it</p>
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		<title>Per cambiare gestore, in UK occorre il MAC</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 17:51:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per cambiare gestore ADSL nel Regno Unito serve un numero, un codice che perviene spesso con ritardo, trasformando in una gimkana burocratica una pratica che dovrebbe essere immediata.
Le peripezie che devono affrontare coloro che hanno a che fare con i fornitori di connettività ADSL non spettano solo ai cittadini italiani. In Gran Bretagna le cose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.match.it/2008/01/da-febbraio-il-bitstream-abbassera-i-prezzi-delladsl/da-febbraio-il-bitstream-abbassera-i-prezzi-delladsl/" rel="attachment wp-att-741" title="Da febbraio il Bitstream abbasserà i prezzi dell’Adsl"><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/01/adsl_logo.thumbnail.jpg" alt="Da febbraio il Bitstream abbasserà i prezzi dell’Adsl" title="Da febbraio il Bitstream abbasserà i prezzi dell’Adsl" align="left" border="1" /></a>Per cambiare gestore ADSL nel Regno Unito serve un numero, un codice che perviene spesso con ritardo, trasformando in una gimkana burocratica una pratica che dovrebbe essere immediata.</p>
<p>Le peripezie che devono affrontare coloro che hanno a che fare con i fornitori di connettività ADSL non spettano solo ai cittadini italiani. In Gran Bretagna le cose non vanno meglio: chi vuol cambiare operatore, in gergo &#8220;migrare&#8221;, deve ottenere prima di tutto un numero importantissimo, il MAC. No, non il Media Access Control, ma il Migration Authorisation Code, una sorta di &#8220;bolla papale&#8221; che sancisce lo status di utente &#8220;in migrazione&#8221; e in assenza del quale il cambio di operatore non si fa.</p>
<p>Anche oltremanica c&#8217;è un&#8217;Authority, Ofcom, che ha stabilito le modalità e i tempi di rilascio del MAC. Deve dovrebbe essere fornito entro cinque giorni lavorativi. Se accade che qualcuno, oggi, riesca ad ottenerlo contestualmente alla domanda di migrazione, si deve ritenere fortunato: negli ultimi 12 mesi il 38 per cento di coloro che lo hanno richiesto non l&#8217;ha ottenuto nei tempi previsti. Per non parlare di quel 14 per cento che si è imbattuto in ISP meno diligenti, che sul MAC hanno del tutto sorvolato.</p>
<p>Cos&#8217;è esattamente questo numero MAC e perché è così importante? Si tratta di un codice, generato con un protocollo introdotto volontariamente da alcuni provider e poi divenuto regola. Nato come metodo per velocizzare il passaggio da un operatore all&#8217;altro, è un sistema che favorisce la competizione sul mercato.<span id="more-768"></span></p>
<p>Steve Weller, responsabile servizi di comunicazione di uSwitch, conferma che i numeri MAC sono ritenuti talmente importanti che molti ISP non accettano un nuovo cliente immigrante sprovvisto di codice. Secondo Weller, Ofcom dovrebbe perciò affrontare con urgenza il problema dei provider distratti e bacchettarli, in caso di inadempienza, anche con pene pecuniarie.</p>
<p>In Italia, neanche a dirlo, la situazione è molto simile. L&#8217;Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, grazie anche agli stimoli di associazioni di consumatori e clientela, ha recentemente colmato diverse lacune &#8220;migratorie&#8221; che si trascinavano da tempo. Subito dopo lo squarcio di sole sono comparse all&#8217;orizzonte le nubi minacciose dei costi di disattivazione, quasi a piantare una sorta di paletto che rendesse la strada meno facile da percorrere.</p>
<p>Circostanza, tra l&#8217;altro, che non è passata inosservata: i media internazionali l&#8217;hanno dipinta come National Drama. In barba, dunque, al decreto Bersani, il cui spirito era anche quello di agevolare il passaggio ad altri operatori, che si tratti di MAC o di costo di disattivazione, ancora una volta tutto il mondo è paese.</p>
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		</item>
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		<title>Emirates Airline sperimenta RFID sui bagagli</title>
		<link>http://www.toso.net/news/emirates-airline-sperimenta-rfid-sui-bagagli/</link>
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		<pubDate>Sat, 16 Feb 2008 21:08:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Aviazione]]></category>

		<category><![CDATA[Software]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono milioni i bagagli smistati e gestiti ogni giorno dai principali aeroporti di tutto il mondo. L&#8217;organizzazione di una mole così consistente di valigie comporta spesso disguidi e, come molti hanno potuto sperimentare in prima persona, il definitivo smarrimento del proprio bagaglio. Nonostante l&#8217;uso sempre più intensivo di etichette con codici a barre collocate su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/emirates.thumbnail.jpg" title="Emirates Airline sperimenta RFID sui bagagli" alt="Emirates Airline sperimenta RFID sui bagagli" align="left" border="1" />Sono milioni i bagagli smistati e gestiti ogni giorno dai principali aeroporti di tutto il mondo. L&#8217;organizzazione di una mole così consistente di valigie comporta spesso disguidi e, come molti hanno potuto sperimentare in prima persona, il definitivo smarrimento del proprio bagaglio. Nonostante l&#8217;uso sempre più intensivo di etichette con codici a barre collocate su tutti i lati delle valigie, i sistemi automatizzati compiono spesso degli errori nello smistamento, innescando un circolo vizioso che porta generalmente il bagaglio a essere imbarcato sul volo sbagliato. Il fenomeno non è solo un notevole fastidio per i viaggiatori, ma anche un danno economico considerevole per le compagnie aeree.</p>
<p>Per migliorare ulteriormente l&#8217;affidabilità dei sistemi di identificazione automatica dei bagagli, l&#8217;aeroporto di Heathrow ha da poco avviato la sperimentazione di una nuova tecnologia. Nel corso dei prossimi sei mesi, l&#8217;aeroporto di Londra - uno dei più trafficati al mondo - utilizzerà per parte delle valigie in transito i più affidabili trasmettitori RFID al posto dei comuni codici a barre. La fase di test coinvolgerà i passeggeri della linea aerea Emirates Airline sulla rotta tra Dubai (Emirati Arabi Uniti) e Londra, per un volume complessivo di circa 50.000 bagagli al mese.<span id="more-767"></span></p>
<p>A differenza dei tradizionali codici a barre, che possono facilmente deteriorarsi o causare una lettura scoretta se sporchi, i trasmettitori RFID offrono maggiore affidabilità, attivandosi automaticamente in prossimità degli scanner deputati a leggere le informazioni di cui sono portatori. Attraverso nove check-in studiati per la lettura dei chip RFID, Emirates Airline doterà i bagagli dei propri passeggeri con le nuove etichette intelligenti. In grado di comunicare molti più dati dei tradizionali codici a barre, per la prima fase di sperimentazione le etichette RFID forniranno i soli dati dei passeggeri utili al riconoscimento del bagaglio e allo smistamento verso il volo corretto.</p>
<p>Sottoposti a continue implementazioni, i trasmettitori RFID stentano ad affermarsi sul mercato a causa del loro costo ancora relativamente alto. Tuttavia, le etichette intelligenti offrono opportunità di impiego molto versatili e incomparabili con i tradizionali sistemi a codice a barre. Restando nel campo del trasporto aereo, in futuro si potrebbero immaginare valigie dotate di un sistema RFID integrato, in grado di rendere più veloci e sicure le procedure ai check-in. La società che ha in gestione l&#8217;aeroporto di Heathrow avrebbe già in progetto l&#8217;implementazione di un sistema integrato, basato su RFID, per conoscere la posizione del proprio bagaglio al terminal tramite un comune telefono cellulare: ipotesi affascinanti per un futuro forse meno lontano di quanto si possa immaginare.</p>
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		<title>Pioneer Linux: una nuova Kubuntu</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 20:00:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Tra le tante offerte del mondo Linux, non tutte le distro riescono ad ottenere la notorietà che magari meriterebbero. Tra queste, una sicuramente degna di nota è Pioneer Linux.
Sviluppata dalla Techalign Inc., azienda presente nel settore informatico, sulle basi di Kubuntu, è disponibile in due versioni: una gratuita, per utilizzo personale, ed una a pagamento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/pioneer-linux.thumbnail.jpg" title="Pioneer Linux" alt="Pioneer Linux" align="left" border="1" />Tra le tante offerte del mondo Linux, non tutte le distro riescono ad ottenere la notorietà che magari meriterebbero. Tra queste, una sicuramente degna di nota è Pioneer Linux.</p>
<p>Sviluppata dalla Techalign Inc., azienda presente nel settore informatico, sulle basi di Kubuntu, è disponibile in due versioni: una gratuita, per utilizzo personale, ed una a pagamento, con relativo supporto tecnico e utilizzabile a fini commerciali.</p>
<p>Orientata maggiormente ad un uso desktop, ha da pochi giorni visto la nascita di una sua nuova versione: all&#8217;inizio di Febbraio, infatti, è stata rilasciata Pioneer Linux 3.1.</p>
<p>Questa distribuzione nasce per fornire una semplice alternativa a Windows in chiave GNU/Linux, e si presenta sottoforma di Live CD grazie al quale potremo installare la distribuzione dopo averla testata.</p>
<p>L&#8217;ambiente desktop sulla quale è basata è KDE, versione 3.5.8, fornendo ai suoi utenti un&#8217;interfaccia pulita, chiara e semplice. Grazie alla distribuzione su cui è basata, Kubuntu, supporta senza alcun problema pacchetti in formato deb, mettendo quindi a disposizione dei propri utenti una vasta gamma di applicazioni. Il gestore dei pacchetti predefinito è Synaptic.<span id="more-764"></span></p>
<p>I programmi presenti in modo automatico sono tanti: il browser Mozilla Firefox, in versione 2.0.0.8, Amarok 1.4.7 e xine 1.1.7 per la riproduzione multimediale, OpenOffice.org 2.3.0 come applicazione per l&#8217;ufficio e la gestione dei propri documenti digitali, e K3b per la masterizzazione di CD e DVD. Non mancano, inoltre, strumenti per la programmazione in Python, Perl e altri linguaggi e sono disponibili tante librerie, tra cui anche quelle di GNOME, grazie alle quali è possibile installare applicazioni realizzare per questo ambiente desktop. Inoltre, sono presenti comodi programmi per la gestione del sistema e per la manutenzione dello stesso, come ad esempio Keep per il backup o QTParted per la gestione delle partizioni.</p>
<p>Pioneer Linux non si discosta molto da Kubuntu, per cui chi ha già una certa confidenza con questa distribuzione non troverà problemi nell&#8217;adattarsi. Inoltre, è possibile utilizzare molti dei manuali e delle guide scritte per Ubuntu, e molti dei suoi pregi che l&#8217;hanno resa tanto celebre si riflettono anche in Pioneer, come ad esempio il notevole supporto hardware o la semplicità di utilizzo.</p>
<p>Una delle pecularietà di Pioneer Linux è la presenta di Automatix, celebre applicazione per Debian e derivate, grazie alla quale è possibile installare una vasta quantità di programmi tramite una semplice interfaccia grafica: da quelli per la riproduzione di file multimediali audio e video, ai principali plugin per Firefox, e tanti altri comodi strumenti indispensabili in ogni sistema operativo.</p>
<p>I repository grazie ai quali è possibile sfruttare Automatix sono tre: Cowboy, Cowgirl e Wrangler. Cowboy contiene Electricity, un&#8217;applicazione grazie alla quale è possibile utilizzarne altre realizzate per Windows, attraverso Wine-doors, e IcedTea; Cowgirl contiene applicazioni che richiedono licenza ma sono comunque liberi, come Real Player, alcuni strumenti Adobe o Skype; infine, Wrangler fornisce una discreta quantità di software proprietario.</p>
<p>Per gli utenti che vogliono avvicinarsi a questa distribuzione ma non sanno da dove iniziare, è disponibile una vasta documentazione ufficiale, e un forum ufficiale nel quale è possibile trovare informazioni o risposte ad eventuali dubbi. L&#8217;immagine ISO del Live CD della versione Basic gratuita è disponibile a questo indirizzo, pronta per essere masterizzata o montata tramite macchina virtuale. Il prezzo della versione a pagamento, invece, varia dai 75 ai 110 dollari, a seconda della durata della licenza, ed è disponibile anche una versione di Pioneer Linux con al suo interno l&#8217;applicazione di masterizzazione Nero.</p>
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		<title>OpenAccess, così Telecom Italia separa la rete</title>
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		<pubDate>Thu, 14 Feb 2008 17:00:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«Non vogliamo farci imporre nulla, vogliamo gestire un percorso di apertura, vogliamo guidare questo processo: è meglio che gli investimenti li facciamo noi, piuttosto che i competitor»: sono le parole di Franco Bernabé, Amministratore Delegato Telecom Italia, le migliori per descrivere quello che sta succedendo negli uffici dell&#8217;incumbent nostrano. Una forte novità, infatti, si è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/12/telecom_pic.thumbnail.jpg" title="OpenAccess, così Telecom Italia separa la rete" alt="OpenAccess, così Telecom Italia separa la rete" align="left" border="1" />«Non vogliamo farci imporre nulla, vogliamo gestire un percorso di apertura, vogliamo guidare questo processo: è meglio che gli investimenti li facciamo noi, piuttosto che i competitor»: sono le parole di Franco Bernabé, Amministratore Delegato Telecom Italia, le migliori per descrivere quello che sta succedendo negli uffici dell&#8217;incumbent nostrano. Una forte novità, infatti, si è palesata nelle ultime ore: la rete sarà finalmente gestita in modo autonomo, anche se la soluzione trovata non è quella dello scorporo vero e proprio auspicato da anni a risoluzione dei problemi maturati in seno al mercato italiano.</p>
<p>In Telecom Italia sta per avvenire una sorta di scissione interna: il gruppo istituisce infatti la divisione &#8220;Technology &amp; Operations&#8221; la quale avrà in mano la rete fisica che Telecom Italia ha ereditato ai tempi della privatizzazione del monopolista. Sotto il nome &#8220;OpenAccess&#8221; va ad istituirsi quel percorso di autonomia auspicato dal Garante per le Comunicazioni (AGCOM), percorso che permette a Telecom Italia di mantenere sotto controllo le strutture fisiche della rete pur dovendo scontare d&#8217;ora in poi un rapporto diverso con il mercato. OpenAccess, infatti, diviene operatore all&#8217;ingrosso a cui Telecom Italia dovrà fare riferimento, per la prima volta, come normale operatore di mercato al pari di tutti gli altri.</p>
<p>Le speranze maturate in passato vedevano la rete funzionalmente separata da Telecom Italia in tutto e per tutto, espropriata e portata sul mercato come entità libera da ogni controllo della casa madre. Telecom Italia, vista l&#8217;ombra della minaccia incombente, ha preferito anticipare i tempi e, prima che avvenisse l&#8217;irreparabile, ha determinato una soluzione a metà strada che permette di non perdere totalmente i propri legami di proprietà con la rete. Nessun legame, quindi, con quanto già posto in essere nel Regno Unito: «Open Access è il frutto di una riorganizzazione interna mentre Open Reach è il risultato di un&#8217;operazione di separazione della rete sul piano regolatorio: due cose completamente diverse» (il che, alla luce della relativa impotenza d&#8217;azione della nostra Authority, impone fondate riflessioni). L&#8217;Authority, per ora, per voce di Corrado Calabrò, plaude all&#8217;iniziativa: «Sono soddisfatto della risposta impegnativa, seria e concreta che Telecom ha dato all&#8217;esigenza da me tante volte manifestata di una nuova e separata organizzazione per le attività connesse alla rete».<span id="more-763"></span></p>
<p>Doveroso, in questa circostanza, riportare l&#8217;opinione dell&#8217;Associazione Anti Digital Divide, gruppo che da tempo predica per la separazione della rete come soluzione obbligata per tentare di risolvere le contraddizioni che fanno da sostrato al mercato italiano. Così si è espressa l&#8217;associazione in merito: «Telecom Italia, lungi dall&#8217;accettare l&#8217;idea di lasciare completamente la propria rete ad entità indipendente, ha ben pensato di trovare una soluzione che faccia contenti tutti [...] questa nuova entità, anche se non è assolutamente paragonabile come struttura allo scorporo avvenuto in Inghilterra, dovrà fornire i servizi di rete fissa &#8220;in assoluta equivalence of input&#8221;, ossia trattamenti eguali tra Telecom e i suoi concorrenti. Questo è uno dei principi fondamentali su cui da sempre Anti Digital Divide punta, come necessità primaria per aprire realmente il mercato a banda larga italiano e quindi ci troviamo assolutamente in linea con le richieste AgCom; in secondo luogo plaudiamo al fatto che la stessa autorità abbia dichiarato la necessità e volontà di un controllo costante sull&#8217;attività della nuova divisione Telecom, e che tale controllo sia fatta da una entità separata ed autonoma. [...] A parte queste preoccupazioni che immaginiamo possano essere condivise e ragionevoli, un plauso va comunque a Telecom Italia per la decisione e un augurio che questo porti ad un miglioramento della situazione del mercato italiano».</p>
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		<title>Italia.it, 30 milioni per ripartire</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 20:50:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«La piattaforma tecnologica non ha funzionato. La perdita di due anni non è imputabile a noi, ma a chi in maniera folle ha destinato i soldi per un portale per il turismo a chi di questo settore non ne sapeva nulla. I fondi andavano dati subito alle Regioni, risparmiando tempo e denaro. Per fortuna sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2008/01/logo_italia.thumbnail.jpg" alt="Chiude il portale turistico Italia.it" title="Chiude il portale turistico Italia.it" align="left" border="1" />«La piattaforma tecnologica non ha funzionato. La perdita di due anni non è imputabile a noi, ma a chi in maniera folle ha destinato i soldi per un portale per il turismo a chi di questo settore non ne sapeva nulla. I fondi andavano dati subito alle Regioni, risparmiando tempo e denaro. Per fortuna sono rimasti un po&#8217; di soldi, che permetteranno di fare gli interventi tecnologici necessari per riavviare Italia.it». Così Enrico Paolini introduce la nuova vita di Italia.it prendendosi sulle spalle il portale e le proprie responsabilità in qualità di vicepresidente dell&#8217;Enit.</p>
<p>L&#8217;occasione è quella di una intervista che Paolini ha concesso ad AltroConsumo, intervista nella quale vengono confermate le cifre precedentemente scaturite dalle indagini di Scandalo Italiano: «Nicolais entro un mese erogherà 21 milioni di euro alle regioni per fare i contenuti del portale, e che tolti quelli i soldi &#8220;residui&#8221; per italia.it sono dai 7 ai 9 milioni di euro».</p>
<p>La prima parte dell&#8217;esborso è nei 21 milioni reclamati ad alta voce dalle regioni dopo che il progetto Italia.it ha vissuto il recente stop dovuto all&#8217;inefficienza della prima versione del portale: «Saranno messi a disposizione delle Regioni e questa sarà la base per riprendere il lavoro sul portale. Il ministro dell&#8217;Innovazione tecnologica Luigi Nicolais, in un recente incontro che abbiamo avuto sul destino del portale telematico, ha assicurato che il trasferimento dei fondi avverrà in tempi brevi [...] le Regioni hanno utilizzato i fondi per appaltare i lavori per la piattaforma tecnica di avviamento del portale. Dunque, i soldi sono stati spesi per il &#8220;popolamento&#8221; dei contenuti del portale, con regolare gara d&#8217;appalto».<span id="more-762"></span></p>
<p>I restanti 9 milioni andranno invece all&#8217;ENIT per fare in modo che Italia.it possa ripartire come nulla fosse, correggendo i problemi degli esordi e permettendo ai contenuti provenienti dalle regioni di trovare giusto allocamento su un sito all&#8217;altezza dell&#8217;importante compito attribuito: «Non dimentichiamoci che l&#8217;Enit è un&#8217;Agenzia professionalmente deputata a occuparsi di turismo e che ha tutti i numeri per riuscire a dare seguito a questo progetto. Il ministro tra le altre cose ha assicurato che il Dipartimento ministeriale chiederà formalmente all&#8217;Enit di prendere in carico la redazione del portale, impegnandosi in questo modo a trasferire nella competenza dell&#8217;Agenzia 9 milioni di euro ancora nella disponibilità del ministero, che serviranno a riavviare il portale».</p>
<p>AltroConsumo, infine, chiede a Paolini se sarà ancora IBM a gestire il sito, ma su questo punto l&#8217;ENIT al momento nicchia: una volta stanziati i fondi si ripartirà cercando di capire se basarsi su un completo tabula rasa o se salvare qualcosa dalla gestione precedente. «Lo sviluppo tecnologico, comunque, dovrà essere affidato a chi ne avrà le capacità [...] Formalizzato l&#8217;affidamento, penso che in circa sei mesi l&#8217;Enit e le Regioni potranno procedere con le gare d&#8217;appalto e individuare i contenuti da inserire nel portale».</p>
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		<title>BlackBerry Black-out</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 14:00:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per la seconda volta in meno di un anno il network della rete RIM che consente la connessione dei diversi BlackBerry alla rete è saltato in tutto il continente americano per un periodo di circa 3-4 ore.
Come in Aprile, ad essere particolarmente danneggiati sono stati i segmenti produttivamente e professionalmente più alti della comunità, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/blackbarry.thumbnail.jpg" alt="BlackBerry Black-out" title="BlackBerry Black-out" align="left" border="1" />Per la seconda volta in meno di un anno il network della rete RIM che consente la connessione dei diversi BlackBerry alla rete è saltato in tutto il continente americano per un periodo di circa 3-4 ore.</p>
<p>Come in Aprile, ad essere particolarmente danneggiati sono stati i segmenti produttivamente e professionalmente più alti della comunità, che da tempo si appoggiano alla possibilità che il device RIM offre di consultare la propria casella mail in mobilità. Sono stati i dirigenti come i normali lavoratori alle campagne primarie degli Stati Uniti ad essere colpiti, i manager di grandi gruppi industriali, eccetera. È stata insomma quella fascia socioeconomica che raramente è colpita da disfunzioni e che è proprio quella che nessuno vorrebbe urtare.</p>
<p>L&#8217;azienda non ha rilasciato dichiarazioni ma ha inviato nelle caselle di posta dei propri utenti un messaggio con il quale spiegava l&#8217;accaduto che è stato definito una &#8220;temporanea interruzione della rete&#8221;. L&#8217;ultimo blackout non mancò di scatenare reazioni isteriche nei cosiddetti BalckBerry addicted, gli utenti più dipendenti, tanto che il co-CEO Jim Balsillie aveva tentato di rassicurarli dichiarando che simili interruzioni di servizio erano «molto rare» e che comunque la compagnia era al lavoro per far sì che non si verificassero più.<span id="more-760"></span></p>
<p>Simili problemi tecnici sono sempre molto dannosi per un&#8217;azienda ma specialmente se il servizio offerto è di tipo &#8220;business&#8221; e specialmente se è &#8220;esclusivo&#8221; nel senso che non è replicabile sul momento con altri strumenti. In più dall&#8217;ultima interruzione di servizio gli utenti RIM sono anche aumentati arrivando a 12 milioni, cosa che ha causato una caduta repentina delle azioni da 94,47 dollari a 93,14.</p>
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		<title>Niente Internet per gli utenti P2P in Gran Bretagna</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 13:00:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il governo britannico sarebbe in procinto di adottare una nuova misura difensiva contro il fenomeno del file sharing illegale. Al varo un nuovo disegno di legge che obbligherebbe i provider Internet a monitorare i file scaricati dagli utenti e ad intervenire nel caso quest&#8217;ultimi dovessero scaricare o condividere file coperti da copyright. La notizia giunge [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.match.it/wp-content/uploads/2007/12/hacker1.thumbnail.gif" alt="Niente Internet per gli utenti P2P in Gran Bretagna" title="Niente Internet per gli utenti P2P in Gran Bretagna" align="left" border="1" />Il governo britannico sarebbe in procinto di adottare una nuova misura difensiva contro il fenomeno del file sharing illegale. Al varo un nuovo disegno di legge che obbligherebbe i provider Internet a monitorare i file scaricati dagli utenti e ad intervenire nel caso quest&#8217;ultimi dovessero scaricare o condividere file coperti da copyright. La notizia giunge attraverso le pagine del prestigioso quotidiano Times, il quale è riuscito ad ottenere una copia della bozza del disegno di legge.</p>
<p>La nuova proposta del governo britannico, definita la &#8220;legge dei tre strike&#8221; (in riferimento al gioco del baseball ove vige l&#8217;eliminazione del battitore al terzo strike), prevede per agli utenti sospettati di scaricare in maniera illegale musica o film un primo avvertimento da parte degli ISP, al quale deve seguire la sospensione del servizio e la successiva chiusura del contratto nel caso di comportamento recidivo. I provider Internet che non applicheranno tali normative saranno perseguibili a norma di legge mentre i nomi dei &#8220;pirati&#8221; saranno prontamente comunicati agli organi giudiziari.</p>
<p>Naturalmente tale provvedimento ha scaturito molteplici reazioni: secondo James Bates, media director al Deloitte, la tecnologia attuale offre ai provider Internet la possibilità di monitorare con facilità ciò che gli utenti stanno scaricando, fattore in grado di accelerare il processo di identificazione dei pirati e di porre un giro di vite al fenomeno del file sharing illegale. La associazione inglese degli Internet Service Provider non si ritiene