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A year ago

Chip minuscolo e superveloce

Chip minuscolo e superveloceUn chip grande alcuni atomi, in grado di immagazzinare enormi quantità di dati. Il cuore del computer, in futuro, potrebbe essere realizzato sulla punta di un ago grazie a due importanti risultati scientifici di Ibm nel settore della nanotecnologia. e agire in base alle leggi della fisica quantistica. Gli scienziati hanno spiegato il loro lavoro in due affascinanti studi apparsi sulla rivista Science .

Nel primo intitolato “Vasta anisotropia magnetica di un singolo spin atomico integrato in una rete molecolare di superficie”, i ricercatori Ibm dell’Almade reserch centre di San José, in California, descrivono una tecnica che determina la capacità di un atomo di memorizzare informazioni (la anisotropia magnetica nei singoli atomi). In sostanza la possibilità di leggere e scrivere gli uno e gli zero digitali su una manciata di atomi e perfino su un singolo atomo. Una misurazione che prima d’ora nessuno era stato in grado di effettuare.

Ma i ricercatori hanno anche notato che le strutture magnetiche di scala atomica potrebbero essere usate per creare un computer che operi secondo le leggi della fisica quantistica, anziché della fisica classica. Una macchina che porterebbe a risultati incredibili, enormemente più veloce dei computer odierni.

Il secondo studio ha un titolo ancora più complesso e altisonante: “Tautomerizzazione dell’idrogeno indotta da correnti e commutazione a conduttanza nelle molecole di naftalocianina”, e descrive la capacità di usare una singola molecola come uno switch, un interruttore on-off, un elemento base della logica dei computer. Gli interruttori molecolari potrebbero un giorno portare a chip grandi quanto granelli di polvere, ma con velocità pari a quelle degli attuali supercomputer più veloci.

In un laboratorio di Zurigo gli scienziati sono riusciti a disporre due atomi di idrogeno in una pellicola isolante ultrasottile e a commutarli avanti e indietro fra due stati, generando l’equivalente di ‘uno-zero’ usato nei classici chip. Sono anche riusciti ad usare lo stesso processo di commutazione per dare una carica elettrica ad una molecola e ‘linkarla’ ad una molecola vicina. Una tecnica che in futuro potrebbe essere usata contemporaneamente su trilioni di atomi.

Questi studi sono solo l’ultima indicazione di quelli che potrebbero essere i computer della prossima generazione e dei materiali con i quali verranno realizzati. R. Stanley Williams, un fisico della Hewlett-Packard, ad esempio, questa settimana ha fatto sapere che il suo gruppo ha cominciato a produrre i prototipi di un chip al silicio che unisce la microelettronica convenzionale con i componenti in scala molecolare, un metodo che farà risparmiare molto spazio nei circuiti.

Le scoperte sono lontane dall’essere commercializzate, ma fanno intravedere quello che potrebbe essere il futuro dell’industria elettronica. Un settore che si è sviluppato costantemente per più di quarant’anni a causa del restringimento continuo degli apparecchi e della diminuzione del costo dei componenti. Lo sviluppo di questa tecnologia potrebbe permettere di immagazzinare 30.000 film o l’intero contenuto di YouTube, secondo alcune stime più di 1.000 trilioni di bit di dati, in una apparecchio grande come un iPod.

Fonte: www.repubblica.it