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A Pisa il primo centro di quantisticaUn premio che guarda al futuro e un progetto unico nel suo genere in Italia, che punta a creare un centro di ricerca europeo per studiare le potenzialità e l’impatto dei computer quantistici sullo sviluppo dei software e hardware di domani. Nascerà a Pisa, coordinato dalla Scuola Normale, che ha vinto l’IBM faculty award per il progetto Quantum Information Competence Center, che consiste nella creazione di una collaborazione di lungo periodo su tematiche relative all’informatica quantistica.

Il premio, annunciato oggi, viene assegnato a livello mondiale agli atenei che sviluppano progetti di ricerca d’avanguardia per l’informatica, ed è andato alla Normale insieme al Politecnico di Milano, uniche università italiane a ricevere il riconoscimento, su 246 progetti presentati in tutto il mondo.

Il centro che nascerà sarà coordinato dalla Normale, ma coinvolgerà aziende, centri di ricerca ed istituti universitari. Lo scopo è studiare lo sviluppo di software e hardware associati ai calcolatori quantistici, in pratica i computer del futuro, che saranno protagonisti della prossima rivoluzione informatica.

“Ci occupiamo da una decina d’anni di queste ricerche”, racconta il professor Rosario Fazio, che coordinerà il progetto per la parte italiana insieme al laboratorio sviluppo software IBM di Roma. E il campo è in pieno sviluppo: “Rendendo sempre più piccoli i componenti dei computer, si applicano logiche completamente nuove ed è qui che entra in ballo la meccanica quantistica”, spiega il professore.

Tra qualche anno i componenti dei computer avranno dimensioni piccolissime, paragonabili a quelle atomiche. Funzioneranno allo stesso modo di quelli “classici”? La scienza sta affrontando la questione. “In questo campo, ci sono nuove regole di computazione che sfruttano la meccanica quantistica, e sono quelle di cui ci occupiamo qui a Pisa”. (more…)

Partenza del Discovery verso ISSDopo 9 anni da che Stati Uniti e Russia iniziarono a costruire la ISS (Stazione Spaziale Internazionale) e dopo 15 anni da che il primo astronauta italiano, Franco Malerba (seguito nel ‘96 e nel 2001 da Guidoni), viaggò a bordo di uno Space Shuttle un altro connazionale vola dello spazio: è il milanese Paolo Nespoli. Insieme ad altri 6 astronauti sarà impegnato in una delle più complesse missioni alla ISS. Lo Shuttle Discovery è stato lanciato oggi pomeriggio dal complesso 39A del Kennedy Space Center, in Florida.Poco prima di entrare nella navetta, Nespoli ha appoggiato le labbra sulla mano in un bacio e poi ha appoggiato la mano sulla bandiera italiana che ha sulla spalla. Come gli altri astronauti, Nespoli aveva con sè un foglietto. Sul suo ha scritto: “Guardate avanti e puntate sempre più in alto, le stelle non sono così lontane”. E sul retro, “un saluto a tutta l’Italia”. Poi si è voltato ed è entrato nella navetta. Con la Melroy e Nespoli, fanno parte dell’equipaggio il pilota George Zamka, Scott Parazynski (che ha già volato con un italiano, Umberto Guidoni, e che nella missione affronterà quattro delle cinque passeggiate spaziali previste), Stephanie Wilson, Doug Wheelock e Daniel Tani.

Le nubi temporalesche che stavano abbattendosi su Cape Canaveral non sono riuscite a fermare lo shuttle. A sette secondi dal lancio lo shuttle si è alzato sulla torre, quindi all’altitudine di 10,2 chilometri i motori principali sono stati prima decelerati al 75% per mantenere le pressioni sulla superficie dei veicolo a un livello accettabile e poi nuovamente accelerati alla massima potenza. A due minuti dal lancio il propellente è stato consumato e i booster sono stati espulsi. A cinque minuti dal lancio i rivestimenti spenti dei booster sono discesi all’altezza di circa cinque chilometri e poi si sono aperti i paracadute che li hanno rallentati prima della loro caduta nell’Oceano Atlantico. A otto minuti dal lancio il motore principale dello shuttle è stato fermato e adesso la navetta stava viaggiando alla velocità di circa 27.000 chilometri l’ora.

I due propulsori dell’Orbital Manoeuvering Systema sono stati accesi, la traiettoria è stata cambiata ed è stata raggiunta l’orbita all’altezza di 225 chilometri, dopo che il serbatoio esterno è stato espulso mentre lo shuttle volava a pancia in su rispetto alla Terra.

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