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Friday May 18th 2012

Domani l’asta Wi-Max in palio 35 licenze

Asta WiMax, arrivate 29 offerteParte domani l’asta per l’assegnazione delle licenze Wi-Max, la tecnologia che permette la diffusione della banda larga su frequenze radio, su cui punta il ministero delle Comunicazioni anche per ridurre il digital divide in alcune aree del paese.

In palio ci sono tutte e 35 le licenze, o meglio i diritti d’uso, messe a gara lo scorso mese di ottobre e per le quali sono state presentate 179 offerte per un valore totale, per il momento, di circa 50 milioni di euro. Per nessun diritto d’uso, insomma, è stata presentata un’unica proposta e quindi l’asta si rende necessaria per tutti.

Le 35 licenze riguardano le sette aree regionali in cui è stato suddiviso il territorio nazionale (due licenze per ciascuna macro-area: Lombardia, Bolzano, Trento; Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Toscana; Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche; Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise; Campania, Puglia, Basilicata, Calabria; Sicilia; Sardegna), a cui si aggiungono 21 diritti d’uso a carattere regionale-provinciale.

Fra le 29 società in gara, i “big” sono Telecom Italia, Fastweb e Wind, mentre mancheranno Vodafone, H3G e Tiscali che avevano già rinunciato alla gara per la nuova tecnologia, evitando di presentare le proprie manifestazioni di interesse alla scadenza dello scorso mese di dicembre. Altre società ancora in gara sono Toto Costruzioni Generali, Infracom Italia, il gruppo Retelit, Energia e Territorio (che fa capo alle famiglie Gavio e Lega).

L’appuntamento è per domani mattina alle 10:30 nella sede del ministero in viale America a Roma. Alla fase di accredito dei rappresentanti legali delle società che hanno presentato le offerte preliminari, seguirà quella dell’asta vera e propria con un lotto alla volta: i rappresentanti delle aziende siederanno in appositi box, da cui invieranno le offerte che verranno inserite in un computer, via via fino all’ultimo rilancio.

Già domani, secondo quanto si apprende, potrebbero concludersi le procedure per alcuni diritti d’uso, anche se per l’assegnazione vera e propria bisognerà aspettare e vedere se ci sono delle sovrapposizioni. Il bando di gara esclude infatti l’acquisizione di due diritti d’uso per una stessa macro-area da parte di un’unica società: quindi nel caso ciò accedesse il vincitore dovrà sceglierne una lasciando l’altra al secondo arrivato.
Quanto all’ammontare complessivo che ci si aspetta per le casse dello Stato, il ministro Paolo Gentiloni ha più volte sottolineato che “non si tratta di un’asta fantamiliardaria come quella per l’Umts”. Basti pensare che in Francia ha fruttato 60 milioni e in Germania circa 100 milioni.

Fonte: www.repubblica.it

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